Basta fare una rapida passeggiata nel reparto carni di un supermercato per accorgersi di come il pollo ed il maiale siano le carni con il prezzo più basso. Potrebbe sembrare un vantaggio per il consumatore, ma dietro il risparmio di qualche euro c’è dietro un sistema di selezione, allevamento e macellazione completamente fuori dalle norme e da ogni tipo di controllo.

Per quanto riguarda i polli, sono tantissime le segnalazioni che arrivano da allevamenti intensivi atte a denunciare maltrattamenti degli animali, costretti a vivere in spazi microscopici, sottoposti ad antibiotici ed ormoni della crescita e poi trasportati con violenza verso il luogo della macellazione. La gestione degli spazi in cui far risiedere gli animali è direttamente proporzionale alla richiesta di carne e, di conseguenza, alla produzione: in Italia nel 2016 sono stati macellati 525 milioni di polli (fonte Istat). Un numero impressionante, pari a 1000 polli al minuto. Il 99,5% di questi provengono da allevamenti intensivi (fonte Sinab). E’ chiaro che se per ognuno di questi polli ci fosse stato uno spazio vitale dignitoso non sarebbe bastata una grande città per poterli ospitare tutti.

Di conseguenza subentrano i problemi come l’aumento del peso in pochissimo tempo, il sovraffollamento degli spazi, i problemi alle zampe, le difficoltà di deambulazione e di svolgimento dei bisogni primari. Il prezzo è dunque basso per chi mangia, ma si può stare certi che la differenza a pagarla sono gli animali stessi.