Incredibile l’episodio accaduto ad una ragazza americana che aveva mandato la propria candidatura in risposta ad un annuncio. Tyler Byrnes aveva mandato il proprio CV a un’azienda che si occupa di consegnare pasti a domicilio nella città di Winnipeg per ricoprire il ruolo di designer di menù. Sembrava tutto fatto per il lavoro e così la ragazza ha posto una semplice domanda: “Volevo anche chiedere: nel caso in cui io venga scelta per occupare questa posizione, quale sarebbe la paga oraria? Sono previsti dei rimborsi spese? Mi scusi ma penso sia giusto chiederlo. La ringrazio per il suo tempo e le auguro una buona giornata”. Una domanda innocente e sacrosante, ma la risposta è stata sconcertante: “Le domande che ci ha posto rivelano che le sue priorità non sono in linea con quelle della nostra azienda e per questo motivo abbiamo deciso che il suo colloquio conoscitivo previsto per giovedì non avrà più luogo. Cordiali saluti”. In un successivo messaggio la responsabile delle HR cerca di chiarire: “Le sue domande sono valide e vogliamo cercare di spiegare meglio quello che forse non è trapelato dalla descrizione della figura ricercata. In quanto start-up, noi siamo alla ricerca di persone che abbiano voglia di uscire dai propri schemi per mettersi in discussione. Noi crediamo nel lavorare duramente e nella perseveranza che un impiegato dimostra nel voler raggiungere gli obiettivo aziendali, non in quelli che sono interessati ai compensi. […] per questo ogni domanda riguardante la paga e i rimborsi aziendali posta all’inizio del processo di selezione rappresenta per noi una ragione di preoccupazione in termini di adeguatezza della persona”.