In Cina i reati punibili con la pena capitale (attuata per fucilazione, o, meno di frequente, con un’iniezione letale), sono eterogenei e non tutti della stessa entità: dall’omicidio doloso al furto, dalla pirateria informatica ai reati legati alla droga. Ad esempio per lo spaccio è prevista la pena di morte. Ma anche per i politici che sono colpevoli di corruzione c’è la stessa condanna. In particolare per coloro che si appropriano indebitamente di denaro o ricevono tangenti. La pena di morte può essere sospesa o commutata in ergastolo solo il condannato confessa e restituisce il denaro sottratto. L’ex ministro dei trasporti, Liu Zhijun, è stato recentemente condannato a morte per corruzione e abuso d’ufficio. L’imputato ha collaborato con la giustizia, confessando i reati commessi e aiutando le autorità a recuperare parte dei fondi perduti, e la sua pena è stata commutata nel carcere a vita. Secondo le statistiche anche in Cina la pena di morte non è un deterrente