Dalla versione beta testing dell’app si apre alla sperimentazione della funzionalità di condivisione anche su Gmail, Google Foto e altri servizi

Da oggi è possibile condividere lo stato di WhatsApp su numerosi servizi che vanno da quelli strettamente imparentati come Facebook e Instagram a quelli di Google come Gmail o Google Foto.

Per il momento questa potenzialità è in fase di test sul programma beta dell’applicazione di messaggistica istantanea, ma c’è da scommettere che sarà tra le prossime opzioni che saranno rese disponibili nella versione ufficiale definitiva.

Basta infatti fare tap sul tasto poter trasformare lo stato di WhatsApp in una storia che si può condividere al volo su Facebook così come su Instagram oppure come messaggio sulla posta elettronica di Google, Gmail, o ancora come immagine su Google Foto, lo spazio di archiviazione on the cloud sempre di Mountain View.

Nel caso di Facebook, apparirà la maschera del social network con la propria immagine personale e la possibilità di impostare il livello di privacy per esempio solo agli amici, pubblica o personalizzata. Allo stesso modo su Instagram, si potrà condividere con gli Amici più stretti oppure in modo pubblico.

Anticipando domande e tarpando le ali a facili entusiasmi, l’integrazione tra i servizi di proprietà di Facebook termina qui dunque non ci saranno progetti di integrazione di WhatsApp in Facebook ma si sfrutteranno le funzionalità di data-sharing delle Api di iOS e Android. Che è positivo, dato che non si dovranno connettere tra loro i vari servizi.

Dunque, avverrà un vero e proprio procedimento di ripubblicazione e, allo stesso tempo, non si potranno utilizzare software terzi per pubblicazioni e condivisioni automatiche.

Lo stato di WhatsApp ha debuttato nel 2017 e attualmente conta su 500 milioni di attività quotidiane da parte degli utenti. Dal 2020 sarà il primo “luogo” di WhatsApp a mostrare pubblicità. Ecco il link a Google Play per scaricare la versione beta di WhatsApp e partecipare al programma di testing delle nuove funzionalità.