Il forno a microonde è uno strumento utile, ma assai pericoloso a causa delle radiazioni che disperde, soprattutto se il dispositivo che usiamo per scaldare cibi o cucinare è vecchio. Esso può anche portare malattie. Per danneggiare l’organismo umano bastano 10 hertz, e il microonde da solo disperde radiazioni per 2,45 miliardi di hertz.

Uno studio condotto nel 1991 dallo scomparso nutrizionista svizzero Hans Ulrich Hertel con Bernard H. Blanc, dell’Istituto Federale Svizzero di Tecnologia e dell’Istituto Universitario locale di Biochimica, ha dimostrato che riscaldare o cuocere alimenti in questo apparecchio comporta maggiori rischi rispetto ai metodi tradizionali. Il tutto perchè causa mutamenti nel sangue, come la perdita di emoglobina e linfociti, determinando il deterioramento del fisico.

Questo invece è un piccolo resoconto di un altro studio pubblicato nel 1992: ”Le microonde prodotte artificialmente, comprese quelle dei forni, vengono prodotte dalla corrente alternata e forzano un miliardo o più inversioni di polarità al secondo in ciascuna molecola di cibo. La produzione di molecole anormali è inevitabile”. La dottoressa Lita Lee, nutrizionista laureata in Chimica, nel suo libro “Effetti della radiazione microonda sulla salute”, ha rincarato la dose sugli effetti nocivi dell’uso del forno a microonde sul sangue: ad esempio la possibilità di prendere il cancro. Un altro studio condotto in Spagna nel 2003 ha appurato, invece, che la frutta e la verdura cotte in tale dispositivo perdono il 97% delle sostanze che diminuiscono i rischi delle malattie coronariche.

Negli esperimenti effettuati, si è visto che il microonde ha fatto diventare cancerogeni alcuni amminoacidi presenti nel latte e nei cereali; idem i glicosidi e il galattosio dei frutti. Si è formato d-nitrosodientanolamine, un famigerato cancerogeno, nelle salse, e ancora si sono trasformati in cancerogeni gli alcaloidi delle verdure crude, cotte o congelate rimaste in questo tipo di forno per poco tempo. Inoltre ha fatto addirittura scomparire le vitamine B, C, E e minerali essenziali che erano presenti negli alimenti testati.