C’è stato un tempo, prima dell’inizio del tempo?

Questa è la domanda che fu rivolta al fisico britannico Steven Hawking, scomparso nel marzo di quest’anno. La risposta per quanto semplice è stata lapidaria: “non ha senso parlare di un tempo prima della nascita dell’Universo perché il tempo è stato sempre presente, sebbene in una forma diversa da quella che noi umani siamo abituati a misurare.

Hawking sostenne questa posizione appellandosi alla teoria del continuum spazio-temporale: «I confini dell’Universo non esistono. Lo spazio-tempo euclideo è una superficie chiusa senza fine, come la superficie della Terra. Non c’è nulla a sud del Polo Sud, allo stesso modo non esiste nulla prima del Big Bang».

Nell’immaginario viaggio a ritroso fino alle origini, la linea del tempo si assottiglia all’infinito a mano a mano che l’Universo si fa più piccolo, senza mai raggiungere un punto di partenza. Prima del Big Bang il tempo era ripiegato, curvo su se stesso: «Si avvicinava a raggiungere il niente, ma non è mai stato il niente», spiegò Hawking: «non c’è mai stato un Big Bang che ha prodotto qualcosa dal nulla. Sembra così soltanto da una prospettiva umana».

In un incontro precedente, il fisico aveva risposto così sulla questione: “Gli eventi precedenti al Big Bang sono semplicemente non definiti, perché non c’è modo di misurare che cosa sia successo a tali eventi. Poiché gli eventi avvenuti prima del Big Bang non hanno conseguenze osservazionali, si possono anche tagliare fuori dalla teoria, e dire che il tempo è iniziato con il Big Bang”.