Andrea Crisanti, direttore del laboratorio di microbiologia dell’azienda ospedaliera di Padova, ha rilasciato un’intervista alla trasmissione ‘Un giorno da pecora’, in merito al nostro futuro in presenza della pandemia.

Le previsioni del professore, non sono affatto rosee, anzi,secondo l’opinione dello studioso, andremo avanti con le regioni a colori fino all’autunno prossimo, quando inizieremo a vedere i benefici della campagna di vaccinazione.

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Durante l’intervista, si è parlato anche della prossima estate e di come la vivremo, a questo proposito Crisanti è stato abbastanza chiaro,nel dichiarare che sicuramente non sarà un libera tutti come lo scorso anno.

Crisanti, previsioni poco ottimistiche sull’estate, e sulla possibilità di andare al voto.

D’altra parte, i numeri parlano chiaro, la scorsa estate avevamo circa 50 casi al giorno, quest’anno bisognerà fare più attenzione, probabilmente sacrificando le giornate in spiaggia.

Anche sul fronte delle elezioni, anelate da tanti Italiani, il professore non ritiene sia il momento adatto, si creerebbero troppi assembramenti, che potrebbero portare ad una impennata dei contagi.

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Il professore, proprio parlando delle elezioni, cita l’esempio dell’America, dove la partecipazione al voto ha portato ad un rialzo dei contagi.

Nell’intervista, si è trattato anche il tema della variante del virus, e Crisanti ha dichiarato:”Delle tre varianti, quella che mi preoccupa meno è quella inglese, sulle altre due,la brasiliana e la sudafricana non si sa ancora molto, ma da esperimenti di laboratori si è visto che tendono a sfuggire agli anticorpi dei vaccini”.

Al momento, l’unica strada da percorrere è quella a cui ci stiamo abituando, distanziamento, mascherina, lavaggio delle mani, e soprattutto la chiusura dei locali dove c’è il maggior rischio di contagio, ristoranti, bar, pub.

Insomma, sembra proprio che il rischio di non poter andare al mare la prossima estate sia abbastanza elevato, soprattutto dopo l’esperienza della scorsa estate, in cui purtroppo le regole non sono state rispettate, e che hanno portato il 25 Ottobre, di nuovo, ad una chiusura seppur parziale di molte attività.