La diffida inoltrata dall’Avvocatura di Stato potrebbe rivelarsi un buco nell’acqua: le penali, infatti, non scattano in automatico. Ecco cosa prevedono le clausole del contratto Pfizer-Ue

Vaccino Pfizer, le penali non scattano in automatico

L’ Avvocatura di Stato ieri ha inoltrato per conto del Commissario per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri, alla Pfizer una diffida per inadempimento in relazione al mancato rispetto della “pianificazione settimanale”, il che ha comportato “pregiudizi per la corretta prosecuzione della campagna vaccinale impostata sulla base delle formali pianificazioni di Pfizer” provocando di conseguenza “potenziali danni alla salute della popolazione italiana, nell’interesse della quale i contratti sono stati sottoscritti”. Tuttavia nel contratto sottoscritto dall’Unione europea con Pfizer, così come in quelli con le altre aziende produttrici dei vaccini anti-Covid, come rivelato dal “Corriere della Sera”, non sono previste penali automatiche in caso di ritardi nelle consegne ed eventuali inadempienze sono contestabili solo dal 31 marzo. Inoltre, secondo quanto riferito dal “Corriere della Sera”, che ha citato documenti secretati, corrisponde a verità l’indiscrezione secondo la quale la BioNTech, l’azienda tedesca partner della Pfizer nello sviluppo del vaccino, ha firmato un contratto parallelo con la Germania per una fornitura aggiuntiva di 30 milioni di dosi: un accordo che compromette l’equa distribuzione equa delle dosi tra gli Stati dell’Ue, stabilita in proporzione agli abitanti di ogni Paese.

Vaccino Pfizer, le penali non scattano in automatico. Cosa prevede il contratto Pfizer-Ue

Nel contratto Pfizer – Ue  le consegne sono stabilite su base settimanale ma la pianificazione della distribuzione è su base trimestrale, ragion per cui le penali sono previste solo in caso di ritardi accumulati nell’arco dei tre mesi. Quindi il taglio alle consegne di questi giorni potrà essere impugnato solo alla scadenza del primo trimestre, cioè il 31 marzo. Tuttavia, anche dopo quella data non scatterà nessuna penale in automatico.  Il contratto prevede “una penale del 20 per cento del valore delle dosi non consegnate”, modulata in base ai giorni di ritardo, ma una clausola specifica che “l’applicazione delle penali non è automatica”: prima, infatti, deve essere consentito all’azienda di porre “rimedio” all’inadempienza con altre modalità.

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Intanto, “dalla prossima settimana la fornitura del vaccino tornerà a regime”, ha reso noto la Pfizer che sui ritardi nelle consegne ha precisato che “dall’8 al 18 gennaio sono state inviate le fiale previste dal piano di ordinazione, poi c’è stata la riduzione a causa del riadattamento del sito produttivo belga di Puurs. Con la decisione del Governo di somministrare 6 dosi anziché 5, Pfizer ha ridotto il numero di fiale ma non di dosi previste che resta lo stesso. Quello che sta accadendo è frutto di un fraintendimento nel conteggio delle dosi che non è il conteggio delle fiale”.

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