Operazione congiunta delle forze dell’ordine contro la ‘ndrangheta: arresti, tra cui imprenditori ed esponenti della Pubblica Amministrazione, in tutta Italia. Indagato anche il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa

'Ndrangheta, arresti in tutta Italia. Indagato il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa
Il segretario dimissionario dell’Udc Lorenzo Cesa

Neanche in piena emergenza sanitaria legata all’epidemia di Covid le forze dell’ordine  abbassano la guardia ma continuano l’offensiva contro le organizzazioni criminali radicate in tutto il territorio nazionale. E così dopo il blitz della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Firenze che ieri ha portato dietro alle sbarre 34 affiliati al clan camorristico dei “Casalesi”, imponente operazione interforze anti-crimine contro la ‘ndrangheta in tutta Italia, coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro. All’operazione, nome in codice “Basso profilo“, hanno preso parte 370 uomini tra agenti della Polizia di Stato, carabinieri e finanzieri, 4 unità cinofile e un elicottero. Tra gli indagati figura anche il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa. La sua abitazione a Roma è stata perquisita dal personale della Dia. Lo stesso segretario dell’Udc ha reso noto di “avere ricevuto un avviso di garanzia per fatti risalenti al 2017“. Poi Cesa ha precisato: “Come sempre ho piena e totale fiducia nell’operato della magistratura. E data la particolare fase in cui vive il nostro Paese, rassegno le mie dimissioni da segretario nazionale con effetto immediato”. L’assessore al Bilancio della Regione Calabria, Francesco Talarico, segretario regionale dell’Udc, è invece ai domiciliari.

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Colpo alla ‘ndrangheta: arresti in tutta Italia. Indagato il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa, 13 persone arrestate e 35 ai domiciliari

Sono tredici le persone arrestate, tradotte in carcere, e 35 quelle ristrette ai domiciliari nel corso dell’operazione “Basso profilo”. Tra gli arrestati, secondo quanto riferisce l’ANSA, vi sono “molti” colletti bianchi di Catanzaro e provincia. L’operazione, condotta da personale della Dia, congiuntamente a quello della Polizia, dei Carabinieri e della Guardia di finanza, ha messo nel mirino i maggiori esponenti delle ‘ndrine più influenti e pericolose di Crotone, Isola Capo Rizzuto e Cutro come “Bonaventura“, “Aracri“, “Arena” e “Grande Aracri” nonché imprenditori di spessore ed esponenti della pubblica amministrazione collusi, secondo l’accusa, con le organizzazioni criminali.

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Nel corso dell’indagine sarebbe stata accertata una movimentazione illecita di denaro per un valore di oltre trecento milioni di euro. Oltre alle misure cautelari, la Procura della Repubblica di Catanzaro ha disposto l’esecuzione di numerosi sequestri di beni costituiti da compendi aziendali, immobili, autoveicoli, conti correnti bancari e postali per un valore che è stato definito “ingente”.