L’Ema ha dato il via libera condizionale al vaccino Pfizer-BioNTech. Potrà essere somministrato a soggetti dai 16 anni in su

Covid, vaccino Pfizer-BioNTech: via libera dell'Ema

L’Ema, Agenzia Europea per i Medicinali, ha concesso l’autorizzazione condizionale al vaccino per il Covid-19 sviluppato da Pfizer/BioNTech”. Lo ha annunciato Marie-Agnes Heine, Direttrice della comunicazione dell’Ema. Il vaccino potrà essere utilizzato “a partire dai 16 anni di età”, ha precisato in conferenza stampa la Direttrice esecutiva dell’Ema, Emer Cooke. Sui timori circa la sua sicurezza Emer Cooke ha rassicurato: “Al momento non c’è alcuna evidenza che il nuovo vaccino non funzioni sulla nuova variante del coronavirus. Sappiamo molto di più su questo vaccino di quanto ne sapevamo dieci mesi fa ma ci sono ancora nuove informazioni che devono essere valutate nella loro interezza. Questo vaccino soddisfa gli standard di qualità necessari, garantiamo sicurezza ed efficacia ma il nostro lavoro non si ferma qui: continueremo ad analizzare i dati“. Dopo il disco verde dell’Ema, la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato il via libera all’immissione in commercio del vaccino Pfizer-BioNTech. “L’ Agenzia europea del farmaco ha dato l’ok al vaccino Pfizer Biontech. È la notizia che aspettavamo – ha commentato il Ministro della Salute Roberto Speranza – La battaglia contro il virus è ancora molto complessa, come dimostrano anche le ultime notizie provenienti da Londra, ma avere a disposizione un vaccino efficace e sicuro apre una fase nuova e ci da più forza e fiducia”.

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Covid, Ema: via libera al vaccino della Pfizer-BioNTech. Locatelli: “Altamente improbabile resistenza della variante inglese al vaccino”

L’Ema ha invitato le autorità sanitarie pubbliche e i laboratori di tutti i Paesi dell’Unione europea ad analizzare i virus isolati in modo tempestivo per identificare i casi della nuova variante del Covid. “Va identificato immediatamente chi ha avuto contatti con persone positive alla nuova mutazione o ha viaggiato nelle aree colpite in modo da testarli, isolarli e tracciare i loro contatti”, hanno spiegato gli esperti dell’Ecdc, il Centro europeo per il controllo delle malattie. A proposito della variante inglese e dei timori per i vaccini sviluppati anche gli esperti italiani concordano: “Ci sono già state delle varianti nel recente passato e ce ne potranno anche essere altre. Allo stato questo non vuol dire un aggravamento della malattia o della letalità e, soprattutto, il vaccino non è messo in discussione“. Così il Direttore sanitario dello “Spallanzani” di Roma Francesco Vaia, intervistato dal Tg2.

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Mentre Franco Locatelli, Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, considera altamente improbabile la resistenza al vaccino della variante del Covid emersa nel Regno Unito: “I vaccini  determinano la formazione di una risposta immunitaria contro diversi “pezzettini”, chiamiamoli così, della proteina spike. Se anche c’è una mutazione in uno, due o tre “pezzettini” della proteina spike, è altamente improbabile che il vaccino possa risultare inefficace“.