Utenti web scatenati dopo l’installazione dei nuovi cestini dei rifiuti, nel centro di Roma, il cui design ricorda quello di un’urna funeraria

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Dopo 5 anni, al posto degli anonimi bustoni trasparenti e così sottili che facilmente si laceravano versando in strada il loro contenuto, imposti dall’allerta terrorismo, nel centro di Roma tornano a fare bella mostra di sé i cestini dei rifiuti ed hanno fatto subito il pieno di commenti ironici da parte degli utenti del web. Da chi ha stigmatizzato i 5 cinque anni per un tale parto creativo, “neanche la Cappella Sistina“, a chi invece ha sottolineato che, se ci sono voluti 5 anni per progettare e ideare i cestini, alla prima cittadina Virginia Raggi non basterebbero 3 mandati per risolvere le principali criticità di Roma. Tuttavia a scatenare l’ironia degli internauti è stata la loro particolare foggia che ricorda molto quella di un’urna cineraria. “Le ho viste un po’ più piccole al Verano (Cimitero di Roma, ndr)“, ha commentato un utente, “pare il porta ombrelli del bar sotto casa mia”, ha replicato un altro.

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Roma, i nuovi cestini dei rifiuti scatenano l’ironia del web. Raggi: “Non è stato facile”

L’originale design dei nuovi cestini dei rifiuti installati nel centro di Roma non potevano lasciare indifferenti i social media manager dell’impresa funebre “Taffo“, nota anche per le sue divertenti campagne pubblicitarie sul web, che ha pubblicato sul proprio sito una loro foto accompagnata dalla seguente didascalia: “A noi piacciono. Sono proprio nel nostro stile“. Di tutt’altro tenore il post con cui la sindaca Virginia Raggi ha presentato ai propri concittadini i nuovi cestini dei rifiuti visto che ha rivendicato con orgoglio il complesso e lungo lavoro progettuale: “Ecco i nuovi cestini in ferro che sostituiranno nel centro storico quelle orribili buste di plastica trasparenti appese. Questa mattina (ieri, ndr) ne abbiamo installati cinque in piazza della Rotonda al Pantheon: serviranno per fare una prova e se supereranno i test prenderanno il posto dei vecchi in tutto il centro. In questi anni abbiamo lavorato a qualcosa di diverso. È stato un lavoro complesso perché è stato necessario mettere d’accordo diverse esigenze: da una parte la Questura con il rispetto delle norme di sicurezza – e permettere quindi di vedere cosa c’è all’interno – dall’altra la Sovrintendenza ai Beni culturali, data la rilevanza storica, culturale e archeologica di questi luoghi”.

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Poi ancora: “In questi anni sono stati elaborati diversi prototipi che però non hanno messo tutti d’accordo, di fatto non accontentando le varie esigenze. Non è stato semplice. Le piazze, le vie di Roma sono da tutelare e preservare e per questo anche le più piccole cose devono essere belle e decorose. Volevamo un modello che rispettasse tutti questi principi e ovviamente fosse anche pratico e sicuro. Questo è il risultato. Spero che cittadini e turisti li apprezzino“.