Sciacalli all’opera durante i funerali di Paolo Rossi: svaligiata la sua villa. Intanto raccoglie consensi la proposta di intitolargli lo Stadio “Olimpico” di Roma

Paolo Rossi, svaligiata la casa durante i funerali
Cerimonia laica e sportiva allo Stadio “Renato Curi” di Perugia

Nel giorno in cui l’Italia intera ha dato l’ultimo saluto a Paolo Rossi, il campione che fece piangere il Brasile, come da titolo di un suo libro, durante i Mondiali di Spagna ’82, i sciacalli, incuranti del cordoglio di un’intera Nazione, sono entrati in azione nella sua proprietà: la villa di “Pablito”, a Bucine, in provincia di Arezzo, nella campagna toscana, è stata svaligiata. Ad allertare le forze dell’ordine la moglie di “Pablito”, Federica Cappelletti, una volta tornata da Vicenza dove in mattinata aveva partecipato ai funerali del marito. Il furto nell’agriturismo di proprietà dell’ex attaccante Mundial di Spagna ’82 è stato scoperto da un collaboratore della famiglia Rossi. La polizia scientifica, recatasi in loco per i rilievi del caso, sta indagando. Amaro il commento della moglie di “Pablito”: “Infangato nel giorno in cui l’Italia lo piangeva“.

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Paolo Rossi, furto nella sua villa durante i funerali. “Campione, campione, campione”

Come anticipato nel primo paragrafo, sabato mattina sono state officiate le esequie di Paolo Rossi, l’eroe del Mundial ’82 stroncato da un male incurabile a 64 anni. Il feretro, avvolto nella maglia della Nazionale con il numero 20, il suo numero, e portato a spalla dai suoi compagni della Nazionale campione del mondo nel 1982, è stato accolto nel Duomo di Vicenza con il coro “Campione, campione, campione” che riecheggia il celeberrimo “Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo” del telecronista Nando Martellini al triplice fischio arbitrale che sancì la vittoria azzurra contro la Germania nella finale mondiale di Madrid. Funerale, laico e sportivo, anche a Perugia, dove il campione di Prato contribuì a scrivere la più gloriosa pagina della storia del club umbro, record di imbattibilità stagionale in Serie A e relativo secondo posto nel 1979-80, all’interno dello Stadio “Renato Curi”. Pochi i presenti, in ossequio al divieto di assembramenti, oltre alla famiglia di Pablito. Molti però quelli che hanno atteso l’arrivo del feretro a Pian di Massiano con bandiere e lo striscione “Ciao Pablito Rossi”. Tuttavia non sono mancati gli applausi e i cori dei tifosi.

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La moglie, la giornalista perugina Federica Cappelletti, ha commentato: “Sono orgogliosa. Paolo ha sempre amato Perugia, grazie per l’amore che è tornato indietro“. Intanto, raccoglie sempre più adesioni la proposta di intitolare a a Paolo Rossi lo Stadio “Olimpico” di Roma anche in considerazione del fatto che l’Italia disputerà nell’impianto capitolino i match della prima fase degli Europei che si svolgeranno il prossimo giugno.