La prossima pandemia sarà peggiore di quella in corso: è la funesta profezia di Michael T. Osterholm, uno dei maggiori epidemiologi del mondo

Osterholm: "La prossima pandemia sarà peggiore di quella del Covid"

L’attuale pandemia di Covid-19 ha sconvolto le nostre esistenze e abitudini di vita oltre a mietere quasi un milione e mezzo di vittime nel mondo, eppure potrebbe essere solo l’ indigesto antipasto di quello che ci prospetta il futuro. Secondo uno dei più autorevoli epidemiologi del mondo, Michael T. Osterholm, Direttore del Center for Infectious Disease Resarch and Policy dell’Università del Minnesota, appena nominato membro della Covid-19 Advisory Board dal Presidente eletto degli Stati Uniti Joe Biden, la prossima pandemia sarà peggiore di quella del Covid, ragion per cui l’illustre cattedratico ha lanciato l’appello a prepararci per tempo in modo da non farci trovare impreparati come nel caso di quella provocata dal Coronavirus. Dunque, anche una volta che si saremo messi alle spalle l’attuale pandemia che sta flagellando il mondo intero, non dovremo darci alla pazza gioia ma continuare a rispettare quelle basilari norme di igiene che rappresentano il primo argine contro qualsiasi pandemia.

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Covid, Osterholm: “La prossima pandemia sarà peggiore. Dobbiamo prepararci”. Rezza: “Incidenza ancora elevata”

Si registrano 28.352 nuovi casi di coronavirus nelle 24 ore e 827 morti (29.003 e 822 i dati precedenti) nel nostro Paese. Secondo i dati contenuti nel bollettino diramato dal Ministero della Salute, i tamponi processati sono 222.803. I guariti o dimessi sono 35.467. Il rapporto positivi/tamponi si attesta al 12,7% (12,5% l’altro ieri). In calo il numero dei ricoverati in terapia intensiva: 3.782 (-64). Nella settimana 16-22 novembre l’indice di contagio Rt è sceso a 1,08 dall’1,18 della settimana precedente. 10 Regioni hanno un indice inferiore a 1: così nella bozza del monitoraggio del Ministero della Salute-Istituto Superiore di Sanità. Si riscontra dunque un rallentamento dell’epidemia ma 10 Regioni sono ancora “classificate a rischio alto” (Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Provincia di Bolzano, Puglia, Sardegna, Toscana e Calabria, considerata “non valutabile”) e in 17 si registrano criticità per i ricoveri ospedalieri: no, quindi, a “un rilassamento delle misure” e continuare a limitare i contatti personali. “Dopo molte settimane diminuisce leggermente per la prima volta l’incidenza di casi di Covid-19 anche se si mantiene molto elevata, superiore a 700 casi per 100 mila abitanti”. Così il Direttore Prevenzione del Ministero della Salute Gianni Rezza sul monitoraggio settimanale. Si nota un primo effetto delle misure adottate, ha sottolineato, ma “purtroppo aumentano i ricoveri ospedalieri e soprattutto quelli in terapia intensiva“, quindi “è bene mantenere comportamenti prudenti e misure adeguate all’evoluzione dell’epidemia”.

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