A processo per tortura 5 agenti di polizia penitenziaria: è la prima volta da quando 3 anni fa è stato introdotto il reato di tortura nell’ordinamento giuridico

Siena, a processo 5 agenti di polizia penitenziaria per tortura

Cinque agenti della polizia penitenziaria, tre ispettori e due assistenti, sono stati rinviati a giudizio, dal Gup del Tribunale di Siena, con le accuse di tortura, lesioni aggravate, falso ideologico, minacce aggravate e abuso di potere per aver picchiato un detenuto tunisino in isolamento, nel carcere di San Gimignano, in provincia di Siena, per reati legati allo spaccio di stupefacenti, durante un trasferimento di cella. Tuttavia, la Procura della Repubblica del capoluogo senese sta ancora vagliando le posizioni di altri 10 agenti. Nel procedimento sono state ammesse sette parti civili legate a varie associazioni a tutela dei diritti e delle garanzie dei detenuti. La prima udienza è in calendario il 18 maggio 2021. Rinvio a giudizio storico visto che è la prima volta che pubblici ufficiali vengono mandati a processo per tortura, un reato introdotto solo 3 anni fa nell’ordinamento giuridico italiano.

LEGGI ANCHE –> Maradona, un campione amato anche dalle donne

Processo per tortura per 5 agenti di polizia penitenziaria. L’amarezza del legale degli agenti

Come riportato dal portale larno.it, profondo rammarico per la decisione del Gup è stato manifestato da Manfredi Biotti, legale di quattro dei cinque agenti rinviati a giudizio e di nove degli altri dieci agenti indagati: “Il giudice non ha deciso niente di ciò che si è chiesto. La decisione sarà quindi del tribunale collegiale. Avevamo fatto presenti una serie di questioni sulle indagini, sulla situazione, sulla tipologia di reato. Il Gup ha fatto un mero rinvio a giudizio senza decidere niente perché può farlo, non essendo obbligato, e rimettendo quindi la palla al tribunale”.

LEGGI ANCHE –> Covid, Conte: “Mi aspetto indice Rt a 1”