Il Natale si avvicina ed è quindi corsa ai regali: tutto quello che c’è da sapere, dalle soglie ai controlli delle banche, sul prelievo di denaro

Regali di Natale, tutto quello che c'è da sapere sul prelievo di denaro

Sarà pure un Natale sobrio e intimo, da festeggiare in compagnia di pochi congiunti stretti, ma almeno la tradizione dello scambio dei doni non verrà intaccata: infatti, secondo le indiscrezioni che filtrano dagli ambienti governativi, il DPCM che prorogherà le misure restrittive contenute in quello in scadenza il 3 dicembre contemplerà una finestra di 10 giorni per la riapertura dei negozi, con orari prolungati, proprio per consentire lo shopping natalizio. Pertanto questi pochi giorni che ci separano dal Natale saranno scanditi dalle frenetiche corse agli sportelli degli Istituti di Credito e a quelli ATM per prelevare il denaro con cui acquistare i regali. Ma attenzione a ciò che la legge prescrive sulla quantità di denaro che è possibile ritirare e sulle sanzioni che si rischiano se non si rispettano i limiti al prelievo di contante stabiliti dalla legge. Innanzitutto, è bene precisare che non esiste un limite al prelievo ma uno inerente all’utilizzo del contante. Il Decreto Legge n.124 del 2019, infatti, ha abbassato il suddetto limite a 2 mila euro, con sanzioni comprese tra i 2 mila e i 50 mila euro per i trasgressori. Quindi chi vuole effettuare pagamenti che superano tale soglia può farlo solo usando metodi tracciabili.

Prelievo di denaro per i regali di Natale: attenti a queste regole. I controlli

Altro aspetto da considerare è quello che riguarda i controlli che scattano nel caso in cui si verifichino prelievi di ingenti somme. Al fine di contrastare l’evasione fiscale e il riciclaggio, a fronte di prelievi oltre i 10 mila euro, la banca ha l’obbligo di inoltrare una segnalazione all’UIF, Unità d’Informazione Finanziaria. Anche nel caso in cui, per aggirare tale limite, un correntista decidesse di ritirare 10 mila euro segmentandoli in 10 diversi prelievi da 1000 euro ciascuno, scatterebbe comunque l’accertamento dell’Agenzia delle Entrate nonché il possibile controllo della competente Procura della Repubblica. Non solo le banche, come detto, sono obbligate a segnalare operazioni “sospette” ma anche l’Agenzia delle Entrate può far valere a carico delle aziende la “presunzione di evasione” nel caso di operazioni in contanti, con prelievi superiori ai mille euro quotidiani o ai 5 mila mensili.

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