Il vaccino dell’Università di Oxford, sviluppato in collaborazione con AstraZeneca e  l’IRBM di Pomezia, è efficace al 70% ma ha un duplice vantaggio: è più economico e più semplice da conservare

Vaccino anti-Covid Oxford: efficace al 70% ma più economico

Puntano sul rapporto qualità-prezzo i ricercatori dell’Università di Oxford che, in sinergia con i colleghi del colosso farmaceutico AstraZeneca e quelli dell’IRBM di Pomezia, hanno sviluppato un vaccino anti-Covid efficace al 70%. Ben al di sotto, quindi, del 90% della Pfizer-BioNTech e del 94.5% della Moderna, al momento i più promettenti candidati. Tuttavia, come riferisce la BBC, il punto di forza del vaccino dell’Università di Oxford è rappresentato dal fatto di essere più economico rispetto agli altri due oltre che più facile da conservare e di conseguenza può essere disponibile in ogni parte del mondo. Intanto, forse anche per orgoglio patriottico, il governo britannico ne ha già ordinati 100 milioni di dosi.

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Covid, vaccino Oxfors: efficace al 70% ma più economico. Merkel: “Lenti su vaccino a Paesi poveri”

Non solo l’efficacia e la sicurezza ma anche l’economicità: sono tre le coordinate che giocoforza devono orientare le autorità politiche nella scelta del miglior vaccino anti-Covid. Infatti, secondo il documento finale del vertice virtuale del G20, i leader, i Ministri delle Finanze e i Governatori delle Banche Centrali delle 20 più grandi economie del mondo, hanno adottato misure per mitigare l’impatto della pandemia di Covid-19 sulla scuola, affinché sia di qualità per tutti, ma hanno anche garantito “ogni sforzo per accesso equo ai vaccini“. Di qui la fondamentale importanza di un conveniente rapporto qualità-prezzo. Del resto, la Cancelliera tedesca Angela Merkel ha espresso “preoccupazione” per il fatto che nessun importante accordo sui vaccini sia stato ancora raggiunto per le Nazioni più povere. “Ci confronteremo con Gavi (Gruppo dell’alleanza globale per i vaccini) su quando inizieranno questi negoziati perché temo non sia stato fatto ancora nulla. L’Unione europea, gli Stati Uniti e altre Nazioni ricche hanno già accordi con aziende farmaceutiche per assicurarsi le dosi dei loro potenziali vaccini anti-Covid”, ha sottolineato al termine del G20.

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