Governo: novità previste dal 27 novembre riguardo le regioni, alcune delle quali potrebbero cambiare il colore della propria zona

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Dal 27 novembre il Governo potrebbe cambiare colore ad alcune regioni. Si tratta di buone notizie per alcune, mentre per altre si teme il passaggio in una zona successiva e dunque l’arrivo di misure più stringenti. Stando all’ultimo monitoraggio sull’andamento dell’epidemia dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute, la gran parte delle regioni e delle province autonome italiane presenta valori medi dell’indice Rt, compresi tra 1 e 1,25.

In alcune sarebbe addirittura inferiore alla soglia critica di 1. Stiamo parlando del Lazio, dove l’indice Rt segna 0,9, della Liguria, con Rt a 0,92, e della Sardegna, il cui Rt tocca lo 0,84. Tuttavia in altre regioni l’indice di trasmissibilità resta ancora elevato. Si tratta della Basilicata (1,54) e della Toscana (1,44). Queste due regioni, come la Puglia, potrebbero entrare in zona rossa.

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Governo, zone rosse e arancioni: alcune regioni potrebbero cambiare colore

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I presidenti del Piemonte e Lombardia invece potrebbero richiedere di passare dalla zona rossa a quella arancione. A tal proposito, il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha affermato. “Se i numeri dovessero continuare a essere positivi, dal 27 novembre potremo chiedere di essere trasferiti in zona arancione, ma l’errore che possiamo commettere è che finite le restrizioni si ricominci a vivere come se il Coronavirus fosse scomparso. Quindi, fino a quella data la Lombardia resta in fascia rossa. Ma, al di là del colore, la grande differenza è fatta dal rispetto individuale delle regole“.

Alcune regioni in zona arancione potrebbero diventare zone gialle. Inoltre potrebbero essere introdotte anche suddivisioni interne nelle regioni, con colori diversi per province e comuni. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha dichiarato. “Il meccanismo che adottiamo è già tarato anche su base provinciale. È possibile differenziare le aree di una medesima regione, così da adottare misure più rigide nelle province a rischio“.