Anche un italiano tra i cittadini russi cui è stato somministrato il vaccino anti-Covid “Sputnik”: “Nessun effetto collaterale”

Vaccino "Sputnik", anche un italiano a testarlo: "Nessun effetto collaterale"
Vincenzo Trani

Il gigante del farmaco Pfizer e la BioNTech, secondo l’agenzia di stampa tedesca DPA che ha citato il comunicato congiunto delle due aziende, ha avanzato la richiesta per mettere sul mercato il vaccino, sviluppato in sinergia, anti-Covid. “La richiesta di autorizzazione è un passo decisivo sia a disposizione della popolazione mondiale nel tempo più rapido possibile“, ha dichiarato il co-fondatore della BioNTech Sahin. Inoltre, le due aziende hanno anche reso noto di essere in grado di distribuirlo entro poche ore dall’ok da parte della Food and Drug Administration, l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici. Mentre tutto il  mondo è in attesa del via libera da parte della FDA statunitense al vaccino della Pfizer-BioNTech, in Russia è già partita la somministrazione di quello che, al momento del relativo annuncio, fine estate scorsa, è stato ribattezzato il “vaccino di Putin“. Tra i primi cui è stato inoculato anche un nostro connazionale, Vincenzo Trani, che, in collegamento da Mosca con lo studio di “Ogni Mattina”, su TV8, ha dichiarato di non lamentare alcun effetto collaterale.

LEGGI ANCHE –> “Incapacità ed errori”, Ilaria D’Amico contro il governo

Vaccino russo, il primo italiano a testarlo: “Nessun effetto collaterale”. 80 mila i cittadini russi già vaccinati

Vincenzo Trani ha poi precisato di aver accusato per un paio di giorni solo un leggero indolenzimento al braccio limitatamente al punto in cui gli è stato iniettato il vaccino Sputnik. A parte ciò, nessun effetto collaterale, neanche quelle poche linee di febbre che gli erano state preconizzate dai sanitari al momento della somministrazione. Infine, incalzato dai due conduttori, Vincenzo Trani ha reso noto che sono 80 mila i cittadini russi già vaccinati, senza che nessuno di essi abbia denunciato pesanti effetti collaterali, a fronte di una domanda in rapida crescita tanto da aver indotto il governo russo ad affidare a due società, una indiana e l’altra brasiliana, la relativa produzione al fine di aumentare lo stock di dosi da somministrare.

LEGGI ANCHE –> “Incapacità ed errori”, Ilaria D’Amico contro il governo