Fantasiosa manifestazione di protesta contro le misure dell’ultimo DPCM: piazze imbandite con tovaglie e coperti completi

DPCM, piazze italiane imbandite con tovaglie e coperti

I violenti scontri di piazza di questi ultimi giorni verificatisi nel corso delle proteste contro la chiusura di bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie imposta dall’ultimo DPCM non hanno una regia unica ma sono riconducibili ad antagonisti di destra e di sinistra, agli ultras e a elementi legati alla criminalità. E’ quanto è emerso dal Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto dalla Ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, cui hanno partecipato i vertici delle forze dell’ordine, dei servizi di intelligence nonché il sottocapo di Stato Maggiore della Difesa. Non solo violenza nelle proteste contro l’ultimo DPCM. La manifestazione della Fipe-Confcommercio, andata in scena due giorni fa nelle piazze di molte città, si è svolta in modo totalmente pacifico, in silenzio e senza slogan: i manifestanti, infatti, hanno ammannito con candide tovaglie e coperti completi le principali piazze delle loro città. A Napoli troneggiava anche un gigantesco scontrino fiscale, intestato al Governatore Vincenzo De Luca e idealmente consegnatogli davanti alla sede istituzionale della Regione.

LEGGI ANCHE –> Cose più sporche: quali sono quelle che tocchiamo ogni giorno

Protesta contro l’ultimo DPCM, piazze imbandite con tovaglie e coperti. Confcommercio: “Perdita di fatturato di 153 milioni al mese”

L’originale, e del tutto pacifica, iniziativa è stata organizzata dalla Fipe-Confcommercio per sensibilizzare il governo sulle ricadute negative dello stop alle ore 18 ai bar, ai ristoranti e ai locali, conseguenze economiche talmente enormi da metterne a rischio la prosecuzione dell’attività. Stando, infatti, alle stime dell’ufficio studi di Confcommercio Milano, la chiusura causa ogni mese a ristoranti, bar e locali di Milano, ad esempio, una perdita di fatturato vicina ai 153 milioni di euro. Dunque, l’obiettivo dell’iniziativa, ha spiegato il Presidente di Epam e Fipe Lino Stoppani, non era soltanto quello di “sottolineare i valori economici e sociali dei pubblici esercizi” ma soprattutto quello di “chiedere alla politica di intervenire in maniera decisa, rapida e concreta per salvaguardare un tessuto di 340 mila imprese che, prima dell’emergenza sanitaria, generava nel nostro Paese un fatturato di oltre 90 miliardi di euro ogni anno“.

LEGGI ANCHE –> Scafati, alunne bendate durante l’interrogazione