Disaccordo tra il Governo e le Regioni sulla bozza del nuovo Dpcm, scontro su più punti tra le parti in causa: i temi più caldi

Nuovo Dpcm Regioni bozza Governo
Giuseppe Conte (Getty Images)

Durante il pomeriggio di sabato 25 ottobre, sono giunte le anticipazioni della bozza del nuovo Dpcm. Nel corso della serata però è esplosa una polemica con le Regioni. Il Governo aveva scelto la chiusura degli esercizi, quali bar, ristoranti e negozi, alle ore 18 a partire da lunedì, ma lasciando la possibilità di movimento alle persone. Chiusura del tutto, invece, a bar, ristoranti e gelaterie la domenica e durante i giorni festivi.

Inoltre i cittadini permessi al tavolo divengono 4 al massimo. Non saranno consentite feste, che siano al chiuso o all’aperto, neppure successive a celebrazioni religiose. Decade il limite di 6 persone a casa, vi è la raccomandazione di non ricevere chi non è convivente. Chiusura per i cinema, i teatri, le sale da concerto, le sale bingo gioco d scommesse, le palestre e le piscine.

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Nuovo Dpcm, le richieste delle Regioni al Governo

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Giuseppe Conte (Getty Images)

Si trattava dell’ipotesi trapelata al termine del vertice del premier Giuseppe Conte con i capi delegazione e su cui deve dire la sua ora il Comitato tecnico scientifico convocato d’urgenza per valutare i provvedimenti da attuare nel nuovo Dpcm. Quest’ultimo vigerebbe, a patto che non vi siano altre modifiche, fino al 24 novembre. Tuttavia le Regioni non sono d’accordo. I governatori hanno letto la bozza e scritto una lettera al presidente del Consiglio. Questi dicono no al coprifuoco a partire dalle 18 e richiedono che i ristoranti restino aperto fino alle 23, i bar fino alla 20, l’apertura dei bar e dei ristoranti la domenica e la chiusura dei centri commerciali nel weekend.

Opposizione da parte loro anche al blocco della circolazione tra le Regioni. Rifiuto dell’aumento fino al 75 percento della didattica a distanza per le scuole superiori, la richiedono al 100 percento. Richiesta la chiusura dei licei e l’apertura dei ristoranti. Difficile che l’ala rigorista del Governo e lo stesso Conte accettino queste proposte. Inoltre le Regioni chiedono anche la rivalutazione della chiusura di palestre, piscine, centri sportivi, cinema, teatri ecc. nonché i tamponi solo per i sintomatici.