Il rosmarino è largamente utilizzato per far risaltare i sapori dei nostri piatti in cucina: vediamo se, una volta cotto, fa bene o male

Rosmarino cotto fa bene male conseguenze
(Getty Images)

Il rosmarino è una pianta aromatica che è usata in molti piatti che finiscono sulle nostre tavole. È molto comune mangiare alimenti insaporiti dal suo aroma inconfondibile. Utilizzato soprattutto nella carne, il rosmarino esalta il sapore dei nostri cibi regalandoci diversi benefici che erano noti addirittura sin dai tempi degli antichi romani.

Questi ultimi lo usavamo come erba medicamentosa per curare mal di denti, mal di denti, distorsioni e slogature. Quanto al rosmarino cotto, questo non ha controindicazioni particolari ed anzi annoveriamo diversi effetti positivi. Per esempio è possibile il suo consumo come decotto, tisana ovvero infuso, con o senza altre erbe dai simili benefici.

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Rosmarino cotto, fa bene o male | Le conseguenze positive

Rosmarino cotto fa bene male conseguenze
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Sotto forma di infuso favorisce la digestione, può aiutare a fronteggiare i dolori gastrointestinali nonché alleviare il bruciore e disinfettare lo stomaco a coloro che soffrono di gastrite. Allo stesso modo è in grado di attenuare il vomito a chi soffre di colite. Inoltre per quanto riguarda le tisane, quelle a base di rosmarino possono diventare dei ricostituenti naturali, in quanto è in grado di dare una mano in periodi di importante stanchezza.

Infatti favoriscono il recupero delle energie a seguito di momenti di stress fisici o mentali che hanno causato un certo grado di spossatezza. Infine, per quel che concerne il decotto con all’interno il rosmarino, il suo consumo può alleviare i forti mal di gola in quanto agisce purificando aiutando nella disinfezione della gola nel debellamento dei batteri.