Il Premier Giuseppe Conte ha firmato la proroga del DPCM del 7 agosto: niente stadi e discoteche fino al prossimo 7 ottobre

Prorogato il DPCM del 7 agosto: ancora per un mese niente discoteche e stadi

I tifosi che, in vista dell’inizio del campionato di calcio 2020-21 il prossimo 19 settembre, già pregustavano la possibilità di ritornare a breve sulle gradinate degli stadi a tifare dal vivo per la loro squadra del cuore e i giovani e meno giovani che non vedevano l’ora di tornare a scatenarsi nelle discoteche sui trascinanti ritmi della musica dance devono attendere ancora per avere il via libera, almeno fino al prossimo 7 ottobre. Il Premier Giuseppe Conte, infatti, prima di recarsi in visita ufficiale in Libano, la cui capitale Beirut è stata devastata dalla doppia deflagrazione al porto il 4 agosto scorso, come “testimonianza della vicinanza dell’Italia a un popolo amico, a una nazione al centro dei nostri pensieri, soprattutto dopo una strage che ha devastato tante famiglie, la città e questa nazione”, ha firmato il DPCM che proroga fino al 7 ottobre le misure per contrastare il Covid-19: quindi, come specificato dal Ministro della Salute Roberto Speranza, “il governo nazionale non ha mai riaperto le discoteche, lo hanno fatto alcune Regioni che ne avevano la facoltà ma noi siamo intervenuti per richiuderle. E il DPCM firmato oggi (ieri, ndr) proroga tutte queste misure che erano già in vigore: sono e restano chiusi quindi sia le discoteche che gli stadi“.

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Covid, niente stadi e discoteche fino al 7 ottobre. Consentiti i ricongiungimenti delle coppie internazionali

Nel summenzionato DPCM, oltre alle misure del 7 agosto, tra le poche novità figurano il ricongiungimento delle coppie internazionali e l’autocertificazione per l’ingresso in Italia da “chi proviene da Paesi finora “off limits” per attestare che si risiederà presso una persona, “anche non convivente”, purché “vi sia una stabile relazione affettiva“. L’autocertificazione servirà anche per la comunicazione alla Asl e sarà obbligatoria una quarantena di 14 giorni. Gli Stati per cui era vietato l’ingresso in Italia sono Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kosovo, Kuwait, Macedonia del nord, Moldova, Montenegro, Oman, Panama, Perù, Repubblica dominicana, Serbia, Colombia. Per tutti gli altri Stati valgono le regole già in vigore: chi arriva da Croazia, Grecia, Malta e Spagna deve fare obbligatoriamente il tampone mentre chi arriva da Romania e Bulgaria deve stare in isolamento domiciliare. Restano, inoltre, in vigore le norme sulle mascherine, obbligatorie nei luoghi chiusi e all’aperto dove non si può mantenere il distanziamento, sul divieto di assembramento e il limite di capienza all’80 per cento per i trasporti pubblici. Inoltre è allo studio un piano per ridurre l’uso del contante, possibile veicolo di trasmissione del virus cinese. In tale ottica il Premier Conte ha già incontrato i principali prestatori di servizi di pagamento in Italia nell’ambito del Progetto Italia Cashless.

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