Coronavirus: il professore espone tutte le criticità che si potrebbero avere con una cattiva gestione dei migranti

Coronavirus

Coronavirus: Massimo Galli, direttore del reparto Malattie Infettive del Sacco di Milano, si è espresso sulla questione migranti. In una lunga intervista al Messaggero ha esposto il suo pensiero sugli sbarchi e il problema contagiati.

Criticità che si è già verificata sul nostro territorio. Con un tema che dovrà essere gestito al meglio per evitare nuovi casi in futuro. Galli ha le idee molto chiare e spiega che fino a quando non si hanno i risultati dei tamponi i migranti dovrebbero restare sotto controllo.

Anche su un imbarcazione, ma sarebbe ancora meglio farlo a terra in un luogo che potrebbe garantire il distanziamento. Dopo l’attesa del tampone (che si ricorda è sempre di 12-24 ore) si dovrebbero poi dividere i positivi dai negativi.

Una procedura ben organizzata, con la messa a disposizione di strutture sicure, garantirebbe la migliore gestione di quest’emergenza.

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Il professor Galli è preoccupato di più dagli arrivi nel nostro paese di cittadini provenienti da aree a rischio

Coronavirus: la questione dei migranti è molto discussa negli ultimi giorni. Anche se c’è da dire che al di la dell’emergenza che stiamo vivendo, si tratta di argomento sempre caldo e di primo piano. Sul tavolo del governo non appare una priorità.

Anche se il professor Massimo Galli ha indicato una strada per poter affrontare al meglio le criticità che potrebbero emergere dagli sbarchi di persone contagiate. Ma Galli però mette tutti in guardia che i pericoli sono ben altri.

C’è da stare attenti per il professore ai rientri di persone che arrivano da paesi che stanno fronteggiando le emergenze. Non solo India e Bangladesh, anche Brasile e Usa vivono situazioni pesanti in quanto a contagi e decessi.

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Per Galli le minacce principali potrebbero essere queste, con persone che fanno rientro da questi paesi anche con voli non diretti e scali secondari. 

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