Coronavirus, ci sono ceppi diversi di virus: quello che circola a Bergamo è diverso da quello di Lodi o Cremona

Coronavirus

Coronavirus: uno studio condotto dagli ospedali Niguarda di Milano e San Matteo di Pavia porta ad una scoperta importante. Che può dare una spiegazione plausibile alla forte emergenza che si è verificata in Lombardia.

Emergenza che è ancora presente nella regione più colpita d’Italia. Anche se i casi adesso destano minore preoccupazione, in quanto sono meno gravi rispetto al passato. A dare comunicazione della scoperta è Fausto Baldanti.

Il direttore del reparto di Virologia del San Matteo di Pavia ha spiegato che in Lombardia circolano due tipi diversi di virus. Ceppi diversi, con differenti sequenze genetiche che hanno prodotto due focolai diversi sul territorio.

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Gli studi hanno anche confermato che la metodologia di Wuhan non ha fornito buoni risultati in Lombardia

Coronavirus: per Baldanti il virus che circolava a Bergamo non è lo stesso di quello che ha preso piede tra Cremona e Lodi. Anche per questo poi la malattia ha preso una piega diversa con i dati peggiori nella Bergamasca.

Focolai diversi ed emergenze quasi diverse all’interno della stesa regione. Dal San Matteo di Pavia sono riusciti anche ad avere una seconda certezza: il metodo adottato a Wuhan non ha avuto risultati importanti.

Infatti dopo una prima fase sono stati utilizzati degli antivirali per fronteggiare l’emergenza e tamponate i casi gravi che hanno affollato le terapie intensive degli ospedali. Poi l’attenzione va alla terapia del plasma.

Che ad oggi sta dando degli ottimi risultati e che può rappresentare la svolta contro la malattia.

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Ad oggi i donatori sono 329, un numero incoraggiante con donazioni anche dalle altre regioni. Grande solidarietà dimostrata dai pazienti guariti dalla malattia.

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