Coronavirus: da alcune registrazioni si scopre come l’OMS fosse preoccupata dal comportamento della Cina

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Coronavirus: ci sarebbe la conferma che inchioda la Cina nella responsabilità sulla pandemia. E’ l’Associated Press che riesce ad avere delle informazioni importanti. Conversazioni tra funzionari dell’OMS ed esponenti del governo di Pechino.

Si nota nelle conversazioni, mail ma anche interviste, il nervosismo da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e la paura per quanto sta accadendo. Con le dichiarazioni solo di facciata per non esporre le paure al mondo intero.

In pratica l’Associated Press scopre il ritardo di una settimana da parte della Cina. Che non comunica informazioni importanti riguardo la scoperta del virus e lo scoppio dell’emergenza a Wuhan.

Insomma, per una settimana il governo di Pechino non avrebbe dato alcuna informazione su genoma all’OMS. Con i funzionari anche abbastanza spazientiti da questo comportamento.

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Intanto in Cina è morto il sesto medico dell’ospedale di Wuhan dall’inizio della pandemia

Coronavirus: cominciano a trapelare con il tempo le prime indiscrezioni sullo scoppio della pandemia. Con le responsabilità cinesi che sembrano ovvie. Ma con i retroscena che contribuiscono ad arricchire di mistero la situazione.

Come mai questo ritardo? E perché la Cina si è rifiutata per una settimana di collaborare con l’OMS? Cosa ha cercato di nascondere al mondo in una settimana? L’origine del virus in laboratorio? L’errore umano tanto temuto?

Tanti gli interrogativi che si pongono all’attenzione. L’inchiesta mostra come in effetti i rapporti tra OMS e Pechino in quei giorni non siano stati affatto idilliaci. Con le dichiarazioni di facciata che sono state fatte per ovvi motivi e non scatenare panico ed odio.

Intanto si apprende che è morto il sesto medico nell’ospedale di Wuhan dallo scoppio della pandemia.

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Si tratta di Hu Weifeg, il medico che nel corso della malattia aveva subito il cambio di colore della pelle. L’urologo è morto per le conseguenze del contagio. 

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