Coronavirus: uno studio pubblicato su una rivista inglese spiega che il virus scompare in determinate ambientali

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Coronavirus: procedono gli studi sulla diffusione del virus nel mondo. Tante le ipotesi che ad oggi virologi e scienziati hanno fornito sulla malattia. Che, come tutte quelle sconosciute, non hanno portato ad oggi a nessuna conferma scientifica certa.

In questo periodo, almeno in Italia, si pensa ad una perdita di virulenza da parte del virus SARS-Cov-2, ma per averne la certezza bisognerà aspettare ancora qualche settimana. Almeno per capire quali saranno gli effetti della riapertura dopo il 18 maggio scorso.

Ma uno studio di un gruppo di scienziati inglesi pare possa dare una notizia molto confortante. E che fa riferimento all’impatto dei raggi del sole sul virus. Una scoperta che potrebbe rappresentare la svolta nella malattia.

Con l’arrivo della bella stagione il virus sia sulle superfici che per quello che riguarda la trasmissione tra persone, potrebbe rallentare il suo contagio. E arrivare a scomparire in tempi rapidi.

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Lo studio rivela che i raggi ultravioletti del sole possono rendere inefficace il virus in poco più di cinque minuti

Coronavirus e nuova scoperta della resistenza del virus al sole. Lo studio inglese fa riferimento all’impatto del sole nei luoghi esterni. Sino ad oggi si è sempre pensato che il virus potesse resistere anche per molti giorni anche su superfici.

In luoghi chiusi questa teoria può essere confermata. Ma all’aperto, e in zone esposte al sole, secondo gli scienziati il virus muore in 6-8 minuti sulle superfici che arrivano anche a 40°. Con una temperatura inferiore si arriva allo stesso risultato con qualche minuto in più.

Dagli esperimenti condotti dagli scienziati, si scopre che il virus scompare definitivamente anche nelle colture in circa 15 minuti. Insomma, le temperature alte e i raggi ultravioletti possono portare alla morte del virus in pochi minuti.

Da capire invece cosa succede nel caso di trasmissione diretta da persona a persona. In questo caso si dovrà capire in quanto tempo le goccioline si seccano all’impatto con il caldo e i raggi del sole.

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Le distanze di sicurezza saranno ancora uno strumento importante per combattere il contagio. In attesa di notizie certe anche per la trasmissione diretta della malattia.

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