Coronavirus: “La malattia era presente sul territorio dal mese di ottobre e il virus tornerà a colpire in autunno”

Coronavirus

Coronavirus: la ricerca che arriva da Brescia pone seri dubbi su tutte le informazioni che ad oggi si hanno del virus. Lo studio dell’equipe del dottor Pasquale Mario Bacco ha portato alla luce delle notizie molto importanti sul Covid-19.

Innanzitutto si parte dalla questione temporale. Il virus circolava in Italia già dal mese di ottobre. In particolare nella zona di Brescia e parte della Lombardia. Con gli esami sierologici ai pazienti ad inizio febbraio la scoperta è stata veloce.

Perché i risultati hanno evidenziato immunoglobuline di tipo G, che attesta anticorpi da ricercare indietro nel tempo e che portano al mese di ottobre. Soglia molto alta a Brescia con il 49% dei dati.

Ma numeri abbastanza alti si sono registrati per Milano (46%) e Bergamo (48%). Questo significa che il virus all’inizio era “stanco” come afferma Bacco. E che ha preso forza nel mese di febbraio.

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Per il professore Bacco il virus soffre il caldo e con l’estate sparirà. Ma tornerà nel prossimo autunno

Coronavirus presente nella zona della Bergamasca già nel mese di ottobre. I risultati dei test sierologici non mentono. Bacco racconta a Brescia Today di aver avvertito di questi risultati anche il virologo Burioni. Che aveva minimizzato sulla questione.

Il professore continua dando informazioni importantissime sul virus. A cominciare dal fatto che ci sia sensibile al caldo. Gli esperimenti confermano che si possa indebolire di parecchio con l’arrivo del caldo. Quindi con molta probabilità l’estate farà scomparire i casi.

Poi si tornerà a convivere con il virus in autunno. Il professore parla anche di un virus banale. Che da solo ha un indice di mortalità bassissimo. Tra l’1% e il 2%. Sono le malattie pregresse dei pazienti a complicare le cose.

“All’inizio non si capiva come si dovesse agire. Adesso si sa che ai primi sintomi non si deve aspettare e curare subito il paziente. Il virus ovviamente muta in continuazione”.

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Quindi non serviranno vaccini, sarebbero inutili. Bisogna capire che si dovrà convivere con la malattia che non creerà problemi se affrontata nel modo giusto.

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