Scoperti dai militari della Guardia di Finanza 101 tra boss ed affiliati alle più potenti e ricche cosche della ‘ndrangheta che percepivano indebitamente il reddito di cittadinanza

Reddito di cittadinanza a boss della 'ndrangheta
Reddito di cittadinanza a boss della ‘ndrangheta

Tra le misure allo studio per sostenere le famiglie ridotte sul lastrico per gli effetti del lockdown imposto per contenere la diffusione del coronavirus figura anche il c.d “reddito di emergenza” sulla scorta del controverso “reddito di cittadinanza“, provvedimento bandiera del M5S, che fin dalla sua approvazione ha visto aumentare i suoi detrattori in quanto, a loro dire, disincentiverebbe la ricerca attiva di un lavoro da parte dei disoccupati. Polemiche destinate a riaccendersi dopo il blitz dei militari della Guardia di Finanza: individuati boss e gregari della ‘ndrangheta che beneficiavano del reddito di cittadinanza. La Guardia di Finanza ne ha stanati ben 101, organici alle maggiori cosche della provincia di Reggio Calabria: 116 le persone denunciate. Tra queste anche esponenti di spicco delle note famiglie di ‘ndrangheta della piana di Gioia Tauro o delle potenti ‘ndrine reggine dei Tegano e dei Serraino. Gli altri sono capi delle maggiori cosche della Locride come la ‘ndrina Comisso-Rombo-Figliomeni di Siderno.

Reddito di cittadinanza a 101 tra boss e gregari della ‘ndrangheta. Operazione antidroga transregionale

L’offensiva dello Stato non si è limitata all’individuazione di 101 tra esponenti di spicco ed affiliati alle più potenti cosche della ‘ndrangheta che indebitamente percepivano il reddito di cittadinanza visto che nelle stesse ore è andata in scena una vasta e ramificata operazione dei Comandi Provinciali di Carabinieri, Guardia di Finanza e Scico di Roma tra Molise, Campania, Puglia e Calabria contro 3 organizzazioni criminali che avevano organizzato un florido commercio di sostanze stupefacenti. 39 le misure cautelari emesse dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Campobasso e sottoposti sotto sequestro beni per oltre un milione di euro. L’operazione ha visto impegnati oltre 250 militari in 61 perquisizioni ambientali e personali. Accertato il reimpiego dei proventi della droga in attività commerciali della provincia di Campobasso.

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