Coronavirus: una ricerca mostra che il 40% degli infarti nel lockdown non è provocata da problemi di arterie

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Coronavirus e correlazione con infarti e problemi cardiaci. Uno studio italiano ne ha accertato l’esistenza e lancia l’allarme. La malattia che ha scatenato la pandemia mondiale potrebbe manifestarsi anche con degli infarti.

Che in ogni caso non sarebbero provocati da occlusioni di arterie o coronarie. Lo studio è stato portato avanti dal Centro Cardiologico Monzino di Daniela Trabattoni. Che ha analizzato dei casi in Lombardia su un numero 28 pazienti.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Circulation.

Durante il periodo di lockdown si sono registrati tanti decessi anche per problemi cardiaci. Non si è potuta accertare in tutti i casi la correlazione, ma il sospetto è che ci possa essere stato lo zampino del Covid-19 in molti pazienti.

Non è la prima volta che si segnalano possibili connessioni tra la malattia e la patologia cardiaca. Quest’ultima potrebbe essere scatenata dalla tempesta infiammatoria che colpisce l’organismo.

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Lo studio è stato portato avanti su 28 pazienti nel periodo che va dal 20 febbraio al 30 marzo in Lombardia

Coronavirus e infarti: la dottoressa Daniela Trabattoni ha condotto un studio su 28 pazienti in Lombardia dal 20 febbraio al 30 marzo. Il sospetto che ci possano essere delle correlazioni tra la malattia che ha scatenato la pandemia e gli infarti era fondata.

Infatti dagli studi del Centro Cardiologico Monzino si è scoperto che il 40% degli infarti non è dovuto ad occlusioni di arterie e coronarie. Ma da possibili cause infiammatorie che portano a conseguenze simili.

Si tratta di infarti chiamati MINOCA, ossia non causati da ostruzioni coronariche, ma che possono essere scatenati da tanti fattori. Anche da stress e paure. Nel corso della pandemia si è anche scoperto che nell’85% dei contagi la prima manifestazione del Covid-19 è stato proprio questo tipo di infarto.

Per Daniela Trabattoni lo studio dovrebbe essere allargato ad un numero maggiore di pazienti. Per avere una mappatura maggiore e dei dati più precisi.

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Sta di fatto che la correlazione tra infarto e Covid-19 esiste e non va assolutamente sottovalutata. 

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