Coronavirus: il ministro dell’Istruzione ha spiegato che gli studenti dal prossimo anno torneranno tra i banchi

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Coronavirus e mondo della scuola. Il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, con una lettera al quotidiano La Stampa, getta acqua sul fuoco delle polemiche. Rispondendo alle critiche feroci di chi teme che il mondo scolastico possa essere minacciato dall’insegnamento a distanza.

Che potrebbe essere visto come una regola e non un eccezione nata da questa emergenza. Il ministro ha chiesto nella lettera unità di intenti da parte di tutti. E confronti costruttivi che possano portare a soluzioni condivise.

Per spegnere sul nascere ogni tipo di polemica, il ministro ci tiene a spiegare che quello della didattica a distanza è stato uno strumento adottato in una situazione di estrema urgenza. Una scelta difficile e sofferta.

Ma inevitabile, così come lo è stato il lockdown che ha evitato migliaia di contagi in tute le regioni.

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Coronavirus che ha modificato tante abitudini degli italiani, correggendo degli stili di vita. Ad essere molto penalizzato è stato il mondo della scuola, che ha dovuto chiudere l’anno scolastico in anticipo.

Con tante conseguenze per gli studenti che hanno dovuto portare avanti lezioni di didattica a distanza. Il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina ha spiegato nella lettera al quotidiano La Stampa che le misure intraprese hanno il carattere dell’estrema urgenza.

E che non rappresentano affatto la normalità. Dall’anno prossimo infatti si stanno già prendendo le misure per permettere agli studenti di tornare al loro posto, e di riappropriarsi dei loro spazi che hanno dovuto lasciare a causa della crisi.

Il ministro Azzolina ha annunciato che si lavora ad un piano per arrivare a settembre a riportare gli studenti in classe. Grazie al lavoro di un comitato di esperti ma anche alla collaborazione con le regioni.

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Quindi, emergenza permettendo, da settembre gli studenti torneranno alla normalità con le lezioni tra i banchi di scuola.

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