Non dovremo attendere molto per lo sviluppo del vaccino per il coronavirus: positivi i primi dati della fase iniziale della relativa sperimentazione

Coronavirus, positivi i primi dati dei test del relativo vaccino
Coronavirus, positivi i primi dati dei test del relativo vaccino

Buone notizie dagli Stati Uniti sul fronte dello sviluppo del vaccino contro il letale virus cinese: la società di biotecnologia “Moderna” ha reso noto che i risultati preliminari della propria sperimentazione del potenziale vaccino contro il coronavirus sono positivi. La fase 1 dei test clinici, dunque, evidenzia che i volontari sottoposti alla sperimentazione hanno sviluppato anticorpi in maniera analoga ai contagiati dal covid-19 che poi sono guariti. Inoltre, tale potenziale vaccino avrebbe finora dimostrato di essere sicuro e ben tollerato non provocando gravi effetti collaterali. Di conseguenza, superato positivamente il primo step del protocollo di sperimentazione, a breve verrà avviata la fase 2 dei test clinici.

LEGGI ANCHE –> Coronavirus, la conferma: la diffusione della pandemia è legata al meteo!

Coronavirus, dati positivi dai primi test del relativo vaccino. Borse asiatiche in rialzo

In attesa dei risultati definitivi che si spera confermino quelli preliminari, i primi riflessi dell’annuncio della società statunitense “Moderna” sono stati registrati sui principali mercati azionari asiatici. Le Borse asiatiche sono in rialzo in apertura della sessione odierna sulla scia dell’aumento delle ripartenze nel mondo e della svolta nella ricerca sul vaccino annunciata dalla società americana di biotecnologia  “Moderna”: Tokyo avanza dell’1,97%, Hong Kong guadagna l’1,99%, Shanghai è poco sopra la parità con lo 0,62% mentre al performance migliore è di Seul con il 2,32%. Come detto nel primo paragrafo, la società americana “Moderna” ha comunicato che “sono positivi i dati provvisori” della fase iniziale delle sperimentazioni cliniche su un piccolo numero di volontari del proprio progetto di vaccino contro il nuovo coronavirus.

LEGGI ANCHE –> Coronavirus: l’allarme dell’OMS sulla sindrome infiammatoria multisistemica