Mentre in Italia sembra all’orizzonte il picco dell’epidemia di coronavirus, in Cina, dove tutto è iniziato, diminuisce ulteriormente il numero degli infetti e dei decessi

Coronavirus, diminuisce numero dei contagiati e dei decessi in Cina
Coronavirus, diminuisce numero dei contagiati e dei decessi in Cina

Mentre in Italia assistiamo all‘escalation dei contagi da coronavirus e delle vittime, rispettivamente 12.462 e 827, in Cina continua a calare il numero dei contagiati. Annunciata oggi la morte di 11 persone, 10 delle quali nella provincia dello Hubei, e il contagio di 15. I numeri totali dei decessi e delle infezioni sono rispettivamente di 3.169 e 80.793. La diminuzione di nuovi casi è stata molto netta negli ultimi giorni fino a restare oggi sotto le due decine contro le migliaia di casi delle scorse settimane. Registrati anche 33 nuovi sospetti contagi mentre 1.138 pazienti sono stati dimessi dopo essere guariti. Anche la Corea del Sud ha registrato ieri 114 nuovi casi di contagio, il livello più basso da oltre due settimane, portando le infezioni da coronavirus a 7.869. Il dato dimezza i 242 casi di martedì e si colloca sotto gli oltre 500 della scorsa settimana grazie al contenimento del focolaio di Daegu mentre preoccupano i casi in aumento a Seul: nella capitale sudcoreana, infatti, i morti sono saliti a 66. Il governo ha annunciato controlli della febbre e misure di contenimento per tutti gli arrivi dall’Europa.

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Coronavirus, ancora in calo i nuovi casi di contagio in Cina. Stop anche alle attività in montagna

Da ieri, per effetto dell’ennesimo decreto licenziato dal governo, restano aperti solo i servizi pubblici essenziali: farmacie, parafarmacie, supermercati, banche, poste, mezzi di trasporto, edicole, tabacchi e stazioni di rifornimento carburante. Invece sospendono l’attività fino al 25 marzo pub, ristoranti, bar, discoteche e negozi di tutte le tipologie merceologiche, dall’abbigliamento ai centri estetici. A tale novero si aggiungono, per decisione del Soccorso Alpino e Speleologico, al fine di non gravare sul Sistema Sanitario Nazionale già sotto stress a causa delle criticità emerse a seguito dello sforzo nel prestare le dovute cure a tutti gli infettati, positivi e malati, le attività in montagna: scialpinismo, ciaspolate, escursioni, arrampicate, spedizioni speleologiche, etc. Eventuali incidenti e ricoveri, infatti, potrebbero aumentare il carico di lavoro degli ospedali e del personale sanitario, già messi a dura prova dall’emergenza coronavirus.

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