Due le vittime italiane del coronavirus: è corsa contro il tempo, quindi, per individuare il vero paziente zero, il soggetto da cui è partito il contagio

Coronavirus, è corsa contro il tempo per individuare il vero paziente zero
Coronavirus, è corsa contro il tempo per individuare il vero paziente zero

Da ieri l’Italia è alle prese con l’emergenza coronavirus: quella che fino a ieri sembrava un’epidemia circoscritta al lontano Paese asiatico, la Cina, ha purtroppo varcato i nostri confini infettando, al momento, 29 persone e soprattutto già mietendo vittime: 2 i decessi, un pensionato di 78 anni ed una donna. Anche alla luce di tutto ciò è caccia al vero paziente zero, quello da cui è partito il contagio. L’uomo rientrato dalla Cina il 21 gennaio con un volo dell’Air China, e finora principale indiziato di essere appunto il “paziente zero”, è risultato infatti negativo ai test eseguiti all’ospedale Sacco di Milano. Alcuni suoi campioni biologici sono stati spediti all’Istituto Superiore di Sanità di Roma alla ricerca degli anticorpi al virus, che si formano al termine del processo di guarigione, in quanto la loro presenza attesterebbe che l’uomo è stato contagiato per poi guarire. L’assenza degli anticorpi, invece, “scagionerebbe” l’uomo dall’essere il paziente zero e di conseguenza occorrerà ricominciare da capo.

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 Coronavirus, è caccia al vero paziente zero. Ricoverato all’ospedale Sacco un altro presunto paziente zero

La moglie del 38enne lodigiano, ricoverato in gravi condizioni in terapia intensiva all’ospedale di Codogno dal 19 febbraio, il c.d “caso indice“, cioè quello che consente l’individuazione del virus, ha raccontato ai sanitari, come reso noto dall’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera, che il marito ai primi di febbraio si è incontrato più volte con un amico ritornato di recente dalla Cina. Dunque, quest’ultimo, dipendente di un’azienda di Fiorenzuola d’Arda, in provincia di Piacenza, attualmente isolato all’ospedale Sacco di Milano, potrebbe essere il vero paziente zero, tuttavia è asintomatico, solo leggermente febbricitante, ed è risultato negativo ai test per il coronavirus. Ma la Regione Emilia-Romagna ha fatto sapere che sono in corso ulteriori ricerche “per capire se può essere risultato infetto nei giorni passati“.

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