E’ finalmente terminata l’attesa di Niccolò, lo studente 17enne di Grado bloccato da giorni a Wuhan per il persistere di una febbricola

E' decollato l'aereo con a bordo Niccolò
Coronavirus, e’decollato l’aereo con a bordo Niccolò

E’ decollato alle 5.45 l’aeromobile KC-767A dell’Aeronautica Militare che riporterà in Italia Niccolò il 17enne studente di Grado bloccato a Wuhan per l’emergenza coronavirus. Più volte il giovane studente non aveva ottenuto il nulla osta a lasciare la Cina dalle autorità sanitarie locali per il persistere di una febbricola. Disco verde che, infatti, è arrivato solo ieri. L‘arrivo è previsto domattina intorno alle 7 all’aeroporto militare di Pratica di Mare. Si tratta di un volo speciale allestito per garantire il trasporto in bio-contenimento, con a bordo personale sanitario specializzato, medici e infermieri dell’Esercito e dell’Aeronautica coordinati da un team dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Spallanzani” di Roma.

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Coronavirus, partito aereo per rientro Niccolò. Speranza: “Ue non sottovaluti rischi”

Mentre si uniscono altre autorevoli voci al coro di chi paventa che, nonostante le misure di contenimento del contagio messe in campo dalle autorità sanitarie di tutto il mondo, l’epidemia di coronavirus possa trasformarsi in un’autentica pandemia (il Direttore Generale dell’OMS ha definito tale emergenza il principale pericolo per l’umanità, molto più del terrorismo, invitando pertanto le competenti autorità di tutto il mondo a fare fronte comune, non lesinando risorse economiche, nella lotta per debellare il Covid-19), il Ministro della Salute Roberto Speranza, al summit dei responsabili sanitari del G7, ha espresso l’auspicio che si tenga alto il livello di attenzione e che non si sottovalutino i rischi  chiedendo, altresì, una risposta forte e coordinata da parte dell’Europa. Inoltre, il titolare della Sanità ha espresso preoccupazione per la potenziale diffusione del virus in Africa, dove vive e lavora una folta colonia di cinesi, le cui conseguenze in termini di vite umane a causa di sistemi sanitari fragili o del tutto inesistenti potrebbero essere più devastanti di quelle che si registrano in Cina.

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