Sia la moka che le macchinette a capsule contengono alluminio, un metallo che spaventa molti consumatori per il rischio che possa finire nel loro caffè

Caffè moka macchina capsule alluminio rischi salute
Caffè

Il caffè è probabilmente la bevanda più consumata in Italia alle spalle ovviamente dell’acqua. Nel nostro Paese è una sorta di rito seguito da molte persone sia nei bar che negli uffici, ma ancor di più nelle case di molti di noi. Secondo un’indagine condotta da Segafredo Zanetti, nelle abitazioni degli italiani sarebbero più di 16 milioni le famiglie che bevono caffè preparato dalla moka. Altri 6 milioni preferiscono farlo attraverso la macchina a capsule, di cui un milione utilizza esclusivamente questa. I restanti 5 milioni alternano macchina a caffettiera. Che usi moka, macchina a capsule o entrambe, protagonista della produzione di caffè nelle nostre tazzine è sempre l’alluminio. Le caffettiere sono prodotte di questo metallo. Le capsule invece presentano dei sottilissimi film di alluminio per ottenere quell’effetto barriera nei confronti di ossigeno ed altri agenti esterni che possano compromettere quel gusto inconfondibile.

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Caffè, l’alluminio di moka o macchine a capsule può finire nelle nostre tazzine?

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Caffè

La domanda che si fanno molti è dunque se in entrambi i casi, viste le altissime temperature che si raggiungono nella preparazione del caffè (circa 90 °C per la moka e tra gli 85 e i 96 °C), l’alluminio possa finire all’interno della famosa bevanda. La risposta è no. Studi specifici da parte dell’Istituto federale tedesco per la valutazione del rischio (BfR) hanno rilevato che se la moka viene usata in maniera corretta, il consumatore non viene esposto ad una possibile assunzione di alluminio, in quanto i valori di esposizione totali sono minimi. Allo stesso modo la pensa l’Istituto superiore di Sanità Istisan 19/23. Questo il risultato a seguito di analisi su campioni di caffè preparati in caffettiere lasciate su un fornello elettrico per 12 minuti. In questi casi l’alluminio migra in quantità inferiori al limite di rilevabilità (fissato in 0,001 mg/Kg). Per quanto riguarda le capsule, l’Agenzia nazionale francese per la salute e la sicurezza alimentare (Anses) sulla base di alcuni studi specifici ha svelato che contaminanti come alluminio, cobalto, cromo, stagno, nichel, rame, zinco e acrilamide sono praticamente pari sia nelle moka che nelle macchine. In ogni caso la certezza è che il consumatore non corre alcun rischio.