Noah adesso ha 6 anni ma quando nacque per i medici non c’era alcuna speranza che lui sopravvivesse; questo perché era nato con solo il 2% del cervello.

Quando a Shelly Wall, la madre di Noah, gli fu detto della rara condizione in cui versava il feto (idrocefalia), i medici le consigliarono di interrompere la gravidanza, ma lei insieme al marito si opposero con tutte le loro forze. “Volevamo comunque dare una possibilità a nostro figlio“.

Nonostante fosse nato con solo il 2% del cervello, nei primi 3 anni di vita i medici poterono assistere a un vero e proprio miracolo con le capacità del bambino cresciute dell’80%.

Ora, a sei anni di distanza, ha imparato a parlare e spera di poter camminare, fare surf e sciare con l’aiuto di una clinica pioneristica in Australia. “È un argomento che ci emoziona sempre tanto. Alcune persone dicono che non puoi far crescere un cervello. Altre pensano che deve essere sempre stato lì. Ma se fosse stato schiacciato sarebbe stato gravemente danneggiato, sarebbe stato disabile mentalmente e fisicamente“.

“Eravamo genitori adulti, se ai giovani veniva offerta quella scelta potevano sentirsi spinti a farlo, ma noi conosciamo il nostro pensiero, siamo persone positive. Volevamo dare a Noah la possibilità di vivere”.

Adesso che sembra andare tutto per il meglio il neurochirurgo, Claire Nicholson, del Great North Children’s Hospital di Newcastle, lo definisce “un bambino eccezionale, con due genitori eccezionali”.