La carenza di acido folico è una condizione che provoca diversi sintomi da non trascurare. Esso è un micronutriente noto anche come vitamina B9, la cui carenza è molto pericolosa per la salute dell’organismo, soprattutto per le donne in gravidanza e in allattamento. I sintomi legati alla carenza di acido folico sono diversi: pallore, disturbi del sonno, spossatezza, debolezza, depressione, diarrea, astenia, capogiri, sbalzi d’umore, irritabilità, difficoltà di concentrazione, inappetenza, afte, pelle fragile, unghie fragili, capelli fragili, nausea, disturbi gastrointestinali e mal di testa ricorrenti. I rischi e le conseguenze derivate dalla carenza della vitamina B9 possono essere anche gravi: malformazioni congenite nel feto, un aumento del rischio di contrarre infezioni e patologie a carico del sistema cardiovascolare, infertilità, ritardi mentali e atrofia degli organi linfatici.

La carenza di acido folico è causata da un’alimentazione errata, povera di frutta e verdura, che non garantisce un adeguato apporto di acido folico, da malattie infiammatorie a carico dell’intestino (il morbo di Chron), da intolleranze alimentari o dall’assunzione di alcuni farmaci, che ostacolano l’assorbimento della vitamina B9. Una carenza di acido folico si manifesti in caso di alcolismo, tossicodipendenza, celiachia, tabagismo e malnutrizione.

Il rimedio principale è rappresentato dalla dieta, che deve essere ricca di cibi come verdure, cereali integrali, frutta come gli agrumi e le noci e legumi. Buona anche l’assunzione di integratori, durante la gravidanza, in allattamento e in caso di carenza.