In tanti ci si è chiesti spesso se, ad un popolo i cui diritti sono stati violati, esiste il diritto a ribellarsi e se quando lo Stato non è più espressione dell’interesse comune è giusto insorgere. E’ un nostro diritto? C’è chi ha indagato e ha scoperto cose interessanti a proposito. L’articolo 50 della Costituzione, diventato poi l’attuale articolo 54, aveva un secondo comma poi scomparso. Il comma recitava:

”Quando i poteri pubblici violino le libertà fondamentali ed i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all’oppressione è diritto e dovere del cittadino”.

Questo comma, poi scomparso, diceva che i liberi cittadini di uno Stato democratico hanno il diritto a ribellarci di fronte ad uno Stato che viola i diritti fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione. Oggi il nostro Stato pone come prioritario, come più importante di altri diritti, il dovere del pareggio di bilancio. E’ giusto, secondo voi, licenziare la gente senza giusta causa, ridurre in povertà le persone, umiliarle nella loro dignità per raggiungere il pareggio di bilancio? Per i tedeschi si può. Ed è quello che i tedeschi hanno fatto ai greci. Non c’è un limite, l’importante è che si raggiunga il pareggio di bilancio. Sarebbe quindi importante che quel secondo comma venga ripristinato e ci venga cioè riconosciuto esplicitamente il diritto alla ribellione.