Digiunare porta un beneficio al nostro organismo? Ne parla il Dr. Franco Berrino nel corso della conferenza “Cibarsi di Salute”. Queste alcune delle sue parole: ”Il digiuno è stato prescritto in tutte le culture dai buddisti, ai musulmani, ai cattolici, in tutte le culture del mondo c’è la tradizione del digiuno, ed è utile perché attiva un meccanismo che si chiama autofagia: quando tu ti metti a digiuno, nelle cellule non arriva il glucosio, e fanno un esame di ciò che possono mangiare dentro che non serve per la loro sopravvivenza; quindi si mangiano delle proteine, degli organelli che funzionano male, fanno un po’ di pulizie pasquali”.

Il discorso dell’esperto passa poi nell’analizzare i benefici che porta digiunare, soprattutto verso alcune malattie: ”Tutte le malattie neurodegenerative (il parkinson, l’alzheimer, la SLA, la corea di huntington) sono tutte caratterizzate dal deposito di proteine dentro le cellule nervose. Ci sono degli indizi che il digiuno serve per la prevenzione, e non abbiamo bisogno di fare chissà quali digiuni; la cosa più facile è saltare la cena qualche volta: si dorme meglio e ci si sveglia al mattino con un buon appetito”.

Berrino poi porta due interessanti esempio a supportare la sua tesi. Ecco il primo: ”Ci son solo due studi sull’uomo e uno di questi è sulle ragazze con l’ovaio policistico – le ragazze che non riescono a rimanere gravide, problemi di obesità -, fatto in Israele e pubblicato un paio di anni fa. Hanno diviso le ragazze in due gruppi, le hanno tenute ricoverate per due mesi e davano a tutte da mangiare lo stesso cibo; una metà mangiava colazione e pranzo e metà lo mangiava a pranzo e a cena. Ebbene, mangiando esattamente le stesse calorie e le stesse sostanze, quelle che saltavano la cena son dimagrite e tutti i loro parametri della fertilità e quelli metabolici sono migliorati, rispetto a quelle che facevano la cena abbondante”.

Questo è il secondo: ”L’altro studio è sulle donne che hanno avuto i tumori della mammella: si indagava sul consumo alimentare di 3.000 donne dopo il cancro, facendo compilare loro un diario in cui segnavano cosa mangiavano e a quale ora. Si è visto che per metà passavano più di 13 ore tra l’ultimo pasto della giornata e il primo pasto del mattino, e per l’altra metà ne passavano meno di 13. Quelle per cui passavano più di 13 ore hanno avuto molto meno metastasi”.

Detto questo, ecco le sue considerazioni finali, con alcuni consigli su come affrontare il digiuno: ”Consideriamo quindi di saltare la cena ogni tanto, o cenare molto presto, o anche un giorno di digiuno alla settimana. È difficile digiunare quando si è stressati, bisogna essere tranquilli. Io ho fatto il digiuno delle campane a Pasqua: ho smesso di mangiare ai vespri del giovedì santo e ho ripreso la Domenica mattina al suono delle campane, una tradizione che mi piace rispettare. Ho fatto però un errore, perché il pranzo di Pasqua era molto buono e ho mangiato troppo: quando stai qualche giorno a digiuno devi mangiare un brodino di verdure e non devi abbuffarti”.