Generazioni di obesi per colpa del fumo: studi confermano

Esiste un legame generazionale tra fumo e grasso corporeo. Già da tempo sapevamo che l’esposizione dei maschi a determinate sostanze chimiche prima della riproduzione potrebbe avere un impatto sulla loro prole… Ora, però, alcuni studi pongono l’accento sul fumo di sigaretta e l’aumento degli obesi.

Le donne i cui nonni o bisnonni hanno cominciato a fumare in tenera età tendono ad avere più grasso corporeo. Lo spiega una ricerca che attinge a tutti i dati raccolti dallo straordinario studio di trent’anni di Children of the 90s.

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Una correlazione fra fumo negli avi e obesità nei discendenti… (Pixabay) – www.curiosauro.it

Fumo e obesi: un legame generazionale

Qualche anno fa dei ricercatori erano riusciti a scoprire che se un padre iniziava a fumare (più di dieci sigarette al giorno) prima di raggiungere la pubertà, i suoi figli, ma non le figlie, avrebbero potuto essere più esposti al rischio obesità. E adesso, invece, altri ricercatori ritengono di aver individuato un legame genetico fra nonni fumatori e donne  sovrappeso e obese. Parliamo di nonni o bisnonni che hanno cominciato a fumare prima dei tredici anni. Nessun effetto, in questo caso, è stato osservato nei discendenti maschi.

La ricerca suggerisce che l’esposizione ad alcune sostanze contenute nel fumo di sigaretta può innescare mutamenti genetici che possono riverberarsi per molti anni. Da bisnonno a nipote femmina. Ma la situazione non è ancora del tutto chiara. E il team di ricerca ammette che è necessario uno studio più sistematico per confermare una simile ipotesi.  Tuttavia, non possiamo più negare il fenomeno nel suo aspetto generale. E ciò significa che il fumo non fa male solo al fumatore ma anche ai suoi discendenti.

Quali sono i rischi effettivi?

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Obesità femminile (Pixabay) – www.curiosauro.it

La ricerca parte da moltissimi dati intergenerazionali forniti dallo studio dell’Università di Bristol chiamato Children of the 90s. E, al di là dei risultati in sé della nuova ricerca, è importante riscontrare come uno studio lanciato nel 1991 possa essere utile e fecondo in senso scientifico a distanza di trent’anni. Il professor Jean Golding, fondatore del progetto Children of the 90s e autore principale dell’ultimo rapporto, ha ringraziato tutti i volontari che hanno partecipato allo studio. Si tratta di quattordicimila donne, nel 1991 incinte, di cui oggi abbiamo potuto studiare la condizione fisica di figli e nipoti.

Oltre a questa scoperta che collega fumo e obesità, i ricercatori hanno messo in luce anche altri casi particolari. Pare infatti che le donne che mangiano pesce azzurro durante la gravidanza, anche solo una volta ogni due settimane, generino figli con una vista più acuta. Tornando al fumo, ora sembra lampante che le sigarette abbiano un legame con lo sviluppo del grasso. Non possiamo ancora intuire il meccanismo che dal fumo conduce ai discendenti obesi, ma siamo sulla buona strada.

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