Vivere fino a 200 anni | Scoperto il segreto delle tartarughe

Come fanno certi rettili a vivere più di 200 anni? Prendiamo le tartarughe, che dopo aver compiuto un secolo mostrano ancora un’integrità fisica invidiabile. Qual è il loro segreto? Studiando queste specie potremmo mai penetrare il mistero dell’eterna giovinezza?

Le tartarughe rivelano un tasso di invecchiamento molto, molto lento. Soprattutto in cattività, cioè quando hanno a disposizione cibo a volontà e non sono sottoposte al pericolo di essere catturate da dei predatori, alcune specie di tartarughe possono raggiungere età venerande senza mostrare alcun segno di invecchiamento!

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Vivere fino a 200 anni senza invecchiare: il segreto delle tartarughe (Pixabay) – www.curiosauro.it

Il segreto dell’eterna giovinezza delle tartarughe: restano in forma anche a 200 anni!

Una nuova ricerca pubblicata su Science, a cura di Rita de Silva (biologa presso l’Universidade do Porto in Portogallo), mostra in che modo le tartarughe hanno imparato a sconfiggere l’invecchiamento. Il loro segreto, forse, sta nella vita comoda. Quando vivono in contesti favorevoli, senza stress e predatori (per esempio, uno zoo, un parco e una casa privata), alcune specie riescono a esprimere uno straordinario vantaggio evolutivo: non invecchiano.

Dunque è molto interessante capire perché non avvenga lo stesso pure nell’uomo, che da secoli ha abbandonato (almeno in certi casi) il mondo selvaggio e precario della natura per un habitat più favorevole. Forse le tartarughe hanno qualcosa in più? E cosa di preciso? Per gli etologi il segreto dell’eterna o prolungata giovinezza di questi rettili è il guscio… Ma un nuovo studio punta di più sull’addattamento a un contesto comodo.

La morte è ineluttabile, ma l’invecchiamento no!

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Perché le tartarughe in cattività non invecchiano? (Pixabay) – www.curiosauro.it

Le tartarughe non solo vivono oltre i 200 anni ma restano anche in forma fino alla loro fine dei loro giorni. Invecchiano pochissimo: non perdono i denti, non rallentano (ulteriormente) i loro movimenti, non decadono dal punto di vista fisico… E per molti scienziati questa capacità è sempre apparsa come un mistero. Pensateci… È com’è se un uomo a novant’anni mostrasse un corpo e una mente da quarantenne.

L’uomo soffre enormemente la senescenza. Grazie alla medicina e al benessere riusciamo ad allungare la nostra vita ma non a limitare i segni e l’effetto della vecchiaia. Tutti andiamo incontro all’indebolimento progressivo del nostro organismo col passare degli anni. Con l’anzianità diventiamo più fragili, più deboli e meno lucidi. E per le tartarughe ciò non avviene. Oppure si verifica in modo limitato e quasi impercettibile.

Nello studio di cui via abbiamo parlato, i biologi hanno esaminato una cinquantina di specie in cattività, sfruttando i dati inseriti in un software zoologico in uso presso moltissimi bioparchi. E hanno così scoperto che circa il settantacinque percento delle specie di tartarughe in cattività mostra di soffrire l’invecchiamento in maniera minima. E questo significa che alcuni rettili invecchiano molto lentamente o non invecchiano affatto! Le specie più “giovanili” sono la tartaruga greca (Testudo graeca) e la tartaruga nera di palude (Siebenrockiella crassicollis).

E dunque pare che questi rettili abbiano imparato a sfruttare al massimo il benessere donato loro dalla cattività: si preservano attraverso il riposo, la sicurezza e il relax. Cosa che noi non sappiamo ancora fare.

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