Oggetti fuori posto che diventano prove di esistenza di civiltà aliene

Gli ufologi e gli pseudoarcheologi chiamano OOPArt (acronimo derivato dall’inglese Out Of Place Artifacts, ossia reperti fuori posto) tutti quei manufatti che appaiono anacronistici. Oggetti fuori posto perché troppo in anticipo sui tempi.

A coniare questo strano termine fu il naturalista e criptozoologo statunitense Ivan T. Sanderson. E ovviamente chi crede che gli alieni siano entrati in contatto con l’uomo più di duemila anni fa usa gli OOOArt come prove principali per sostenere la propria tesi.

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Ecco il geode di Coso, il più famoso dei presunti “OOPArt” (wikipedia) – www.curiosauro.it

Provare l’esistenza degli alieni tramite gli oggetti fuori posto

Esistono davvero gli OOOArt? In realtà sì. Sono tutti quei reperti su cui storici, paleontologi e archeologi non sanno darsi una spiegazione coerente. Ci sono infatti degli oggetti che non dovrebbero appartenere a una certa epoca, anche se sono stati datati a centinaia o migliaia di anni fa. Per capire di cosa stiamo parlando vi facciamo subito qualche esempio. Ecco i più famosi oggetti fuori posto

Partiamo da un luogo di cui vi abbiamo già parlato in passato: Pumapunku. Questo misterioso sito in Bolivia dovrebbe risalire al VI secolo a.C.. Ciò che non convince sono i megaliti squadrati in arenaria, che per essere trasportati lì dove stanno avrebbero dovuto richiedere attrezzature tecnologiche più avanzate. In più, tutte le strutture sembrano più grandi del normale. I gradini del tempio, per esempio, sono alti ottanta centimetri… E qui entrano in gioco gli alieni. Perché secondo i sostenitori della teoria degli antichi astronauti, il sito sarebbe stato messo su dagli extraterrestri, o con il loro aiuto. O, al massimo, sarebbe stato creato da uomini giganti, creati dall’ingegneria aliena.

Il geode di Coso 

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L’idolo di Šigir, una scultura lignea antichissima trovata in Russia… (wikipedia) – www.curiosauro.it

Un altro classico oggetto rubricato come OOPArt è il geode di Coso. Un manufatto di origini preistoriche che assomiglia a una candela di un’automobile. Da moltissimi anni i sostenitori della teoria degli antichi astronauti dicono che il geode di Coso, scoperto nel 1961 nei pressi di Olancha, in California, sia un OIPArt… Ma il pezzo è stato studiato e si è rivelato essere una roccia argillosa.

Il nostro pseudo-geode piace anche ai creazionisti. Soprattutto negli Stati Uniti ci sono creazionisti che credono si tratti di un pezzo di un motore e che sia la prova che Dio abbia distrutto con il Diluvio Universale una società avanzatissima, dove la gente “aveva già motori a combustione interna e motori jet”…

Ultimo esempio fra gli oggetti fuori posto: il cosiddetto idolo Shigir datato a più di undicimila anni fa e che molti ufologi trattano come una raffigurazione di una testa aliena. I complottisti hanno ragione: il pezzo è davvero meraviglioso. Ma non ha nulla a che fare con gli alieni: è opera dell’uomo. Si tratta della più antica scultura in legno del mondo.

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