Tra meno di trent’anni resteremo senza, è allarme

Gli esperti lanciano l’allarme e avvertono che bisognerebbe mangiare meno carne per tentare di risolvere il problema. Tra meno di trent’anni, comunque, sarà difficile riuscire a sfamare tutta la popolazione mondiale. Meglio cominciare a preoccuparsi davvero…

L’umanità è destinata ad aumentare di numero nei prossimi anni, dai 7 miliardi di persone di ora arriveremo sicuramente intorno ai 10, e il problema alimentare che già c’è sarà destinato a farsi sentire ancora di più. Ma come risolvere questa piaga?

Tra meno di trent’anni il mondo rimarrà senza cibo – curiosauro.it

La piaga di allarme

Per sopravvivere, gli esperti stimano che si dovrà produrre una quantità di cibo pari a quella prodotta negli ultimi 8.000 anni. Cosa inimmaginabile se si pensa che bisognerebbe farlo nell’arco di 40 anni! L’allarme è alto, e sarà necessario che le persone cambino modo di nutrirsi se vogliono continuare a vivere. Alcuni affermano che bisognerebbe aumentasse il numero di vegetariani perché la produzione di carne sarà insufficiente a breve, ma nemmeno questa sembra essere la soluzione.

Infatti, anche se tutti noi accettassimo di diventare vegetariani, i terreni agricoli mondiali non potrebbero comunque sostenere il fabbisogno della popolazione totale. Ci vorrebbero due pianeti Terra per garantirlo! Il problema è che saremo in troppi perché il numero di persone aumenta continuamente. Ci saranno quasi 10 miliardi di persone sul pianeta e la domanda di cibo sarà aumentata del 70% rispetto ad ora.

Tra meno di trent’anni il mondo rimarrà senza cibo – curiosauro.it

Un allarme serio

Il limite del numero di persone che la Terra può nutrire è fissato a 10 miliardi al massimo assoluto, un limite che, purtroppo, siamo destinati a raggiungere. Edward Wilson, sociobiologo, afferma che:

“I limiti della biosfera sono fissi e non c’è margine di manovra. È improbabile che tutti siano d’accordo a smettere di mangiare carne, quindi il limite effettivo è più basso. C’è un eccesso di cibo che viene mangiato e sprecato ogni giorno, anche se ogni nazione ha comportamenti diversi in merito”.

Un esempio negativo lo danno sicuramente gli Stati Uniti, dove il consumo di carne è elevatissimo. Per esempio, si è stimato che se tutti condividessero la dieta dell’americano medio, il mondo potrebbe nutrire solo 2,5 miliardi di persone. Secondo Wilson, infatti, se le persone mangiassero meno carne si potrebbe sfamare un numero maggiore di persone. L’energia che viene richiesta per la produzione di proteine animali commestibili è molto alta, basti pensare che è necessario averne 75 volte in più rispetto a quella richiesta per produrre mais.

E intanto in Africa si continua a morire per fame

In questo momento in Africa 1 persona su 5 soffre di denutrizione e 93 milioni di persone in 36 paesi stanno rimanendo letteralmente senza cibo. I più colpiti sono donne e bambini. Nella regione sub-sahariana un bambino muore per fame ogni 30 secondi, 1 su 3 sotto i cinque anni soffre di denutrizione cronica, mentre 2 donne su 5 (in età fertile) soffrono di anemia per carenza di cibo. I prezzi dei beni alimentari in tutto il continente sono schizzati alle stelle, più alti del 30/40% rispetto al resto del mondo, in proporzione al PIL pro-capite.

Il problema, poi, riguarda anche il clima, perché le ritardate piogge peggiorano la terribile siccità in Kenya, Somalia ed Etiopia. A lanciare l’allarme è l’ONU, che ha evidenziato come l’estrema mancanza di acqua durata mesi abbia lasciato il Corno d’Africa sull’orlo di una catastrofe umanitaria, distruggendo raccolti e bestiame e costringendo un gran numero di persone a lasciare le proprie case in cerca di cibo e acqua. Il programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (WFP) afferma che il numero di persone affamate a causa della siccità potrebbe aumentare dagli attuali 14 milioni a 20 milioni per tutta la durata del 2022.

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