Gli archeologi hanno scovato altre gigantesche sfere di pietra in Costa Rica

Alcuni archeologi hanno di recente trovato altre sfere gigantesche di pietra nel delta del Diquís in Costa Rica. In passato i ricercatori, sempre in queste zone, hanno trovato almeno altre trecento sfere. Ma il mistero di questi monumenti perfettamente sferici e levigati è lungi dall’essere risolto.

Le nuove sfere di pietra sono state rintracciate sottoterra, nel delta del Diquís. Sono pezzi di inestimabile valore e interesse che si aggiungono alla collezione di altre sfere costaricane prodotte dalla cultura Diquís.

Le misteriose sfere giganti del Costa Rica… Qual era la loro funzione? (INAH) – curiosauro.it

Sfere giganti di pietra in Costa Rica: che cosa rappresentano?

In Costa Rica le chiamano Las Bolas. E sono delle enormi sfere di pietra catalogabili in centinaia di petrosfere prodotte a partire dal 600 d.C. fino all’anno Mille nell’area del delta del Diquís e sull’Isla del Caño. Sono reperti scolpiti appartenenti alla cultura Diquís, che emerse nella Valle del Rio Grande de Térraba, dove questa società precolombiana si sviluppò per molti secoli, prima di essere fagocitata dalla cultura Azteca e poi spazzata via dall’arrivo degli spagnoli.

Il significato e la funzione di queste enormi sfere di pietra rimane incerto. Gli studiosi continuano a studiarle da moltissimi anni, ossia da quando furono scoperte negli anni ’30 del Novecento. Al tempo la United Fruit Company stava dando fuoco alla giungla per creare delle piantagioni di banane. Quando vennero fuori queste sfere (alcune di poche decine di centimetri, altre alte più di due metri) gli operai le buttarono lontano con i bulldozer o le fecero esplodere.

Purtroppo, pensando di poter trovare in quelle sculture dell’oro nascosto, molti operai distrussero queste opere con la dinamite. Alcune di quelle sfere furono riassemblate, e oggi sono conservate al Museo Nazionale del Costa Rica a San José. Altre sfere sono in mano a privati, e vengono usate come decorazioni da giardino.

Le indagini sulle opere

La prima a occuparsi di questi reperti e a capire la loro importanza fu Doris Stone, la figlia di un dirigente della United Fruit. La Stone pubblicò delle interessanti ricerche nel 1943 sulla rivista American Antiquity. Quell’articolo attirò le università americane che nel 1948 diedero il via ai primi scavi archeologici nel Nord del Costa Rica.  Nel corso degli anni sono state trovate in tutto almeno trecento sfere. E nel 2014 i siti precolombiani di Chiefdom con le sfere ancora in loco sono stati aggiunti alla lista UNESCO dei siti del patrimonio mondiale.

Gli studiosi, però, ancora non sanno come queste enormi sculture siano state prodotte. E non capiscono nemmeno a cosa servivano. Erano statue? Erano elementi decorativi? E ovviamente ci sono i soliti mitomani che chiamano in causa gli alieni o che immaginano che possano provenire da Atlantide.

I Diquí dovevano essere dei grandi scultori, ispirati da una sensibilità che potremmo definire all’avanguardia. Raggiunsero infatti l’apice dello sviluppo culturale verso il 600 d.C., periodo a cui risalgono reperti di ceramica e gioielli molto raffinati in osso e in oro. Dovevano essere poi fissati per qualche ragione con il concetto di sfera. Perché è un elemento che torna in molte delle loro produzioni.

La ricerca nella provincia di Puntarenas

Una delle sfere di pietra musealizzate in Costa Rica. Queste sfere sono oggi il simbolo dell’identità culturale del Paese (wikipedia) – curiosauro.it

Ma come dicevamo a inizio articolo, gli archeologi stanno trovando nuove sfere. Gli archeologi dell’Instituto Nacional de Antropología e Historia (INAH) e del Museo Nazionale del Costa Rica (MNCR) hanno di recente trovato altre sei sfere di pietra. Il team si è concentrato sul sito archeologico Finca 6 situato nel cantone di Osa, nella provincia di Puntarenas.

Le sfere di pietra venute di nuovo alla luce appaiono un po’ deteriorate a causa di alterazioni strutturali della roccia, danni causati dall’umidità e dagli uragani. Ora sono già state riseppellite con strati di geotessile, ghiaia e sabbia. Sottoterra è il posto più sicuro in questo momento, in attesa di trovare fondi per una ricerca più approfondita e magari un restauro.

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