L’assurda storia dell’edificio americano ruotato di novanta gradi

Quando si vuole dar spazio a dei nuovi edifici, di solito gli ingegneri abbattono quelli vecchi. Ma non è sempre possibile, specie se queste strutture ospitano servizi essenziali. E allora come fare? Nel 1929, a Indianapolis, un edificio di otto piani fu ruotato di novanta gradi per far posto alla costruzione di un nuovo palazzo!

L’Indiana Bell Telephone Company (AT&T Building) comprò nel 1929 l’edificio di otto piani della Central Union Telephone Company Building. La volontà era quella di distruggerlo per far posto a una nuova sede, più grande e più bella… Ma non fu possibile.

Ecco come appariva l’edificio che fu spostato di novanta gradi in Indiana (wikipedia) – curiosauro.it

L’edificio ruotato di novanta gradi

Il fatto risale al 1929, quando la sede del Central Union Telephone Company Building fu acquistata dalla Indiana Bell Telephone Company. Come abbiamo detto, la nuova compagnia voleva demolire l’edificio. Ma dato che l’edificio in questione forniva servizi essenziali alla città (soprattutto i collegamenti telefonici), la città di Indianapolis bloccò i lavori. Buttarlo a terra significava interrompere il lavoro di varie compagnie e tenere fermi almeno seicento dipendenti. In più, si trattava di far saltare i collegamenti telefonici per tutta la città.

L’architetto responsabile dei lavori, Kurt Vonnegut, non si diede però per vinto. Studiò come si deve la situazione ed escogitò un piano alternativo. Propose di ruotare l’Indiana Bell di novanta gradi, molto lentamente, per far posto ai nuovi lavori e creare uno spazio per una nuova sede. L’edificio aveva una struttura in acciaio e tetto piatto rivestito di pietra calcarea dell’Indiana. Secondo gli storici era stato completato nel 1905. In un solo mese, gli operai spostarono l’intera struttura, con tutto il suo contenuto, che pesava più di diecimila tonnellate. La media calcolata era di uno spostamento di una trentina di centimetri all’ora.

In questo modo, i dipendenti che lavoravano nell’Indiana Bell non dovettero mai interrompere il loro lavoro. Non si accorsero quasi di nulla! Incredibilmente, non ci furono disagi o interruzioni per il gas, l’acqua, il riscaldamento, l’elettricità e le fognature… E tutta Indianapolis continuò a usare il telefono senza problemi. Le persone che lavoravano nell’Indiana Bell potevano addirittura entrare o uscire dall’edificio grazie a un ingresso studiato ad hoc, collegato a uno speciale marciapiede curvo.

Il piano di rotazione

L’AT&T come appare oggi… (wikipedia) – curiosauro.it

Il progetto di rotazione di Vonnegut è rimasto nella storia. Senza interrompere il servizio telefonico per una grossa fetta dell’Indiana e senza creare disagi ai dipendenti del palazzo ruotato, l’architetto riuscì nella sua impresa. La rotazione fu completata il 12 o il 14 novembre del 1930.

L’intero edificio fu sollevato tramite ascensori idraulici a vapore. Gli operai lo sistemarono poi su un’enorme impalcatura composta da tronchi di pino. Gli spostamenti avvennero per mezzo di martinetti azionati manualmente. Un po’ come succedeva per le grandi costruzioni dell’Antichità, gli operai facevano scivolare l’edificio sui grandi tronchi. Quando l’edificio rotolava abbastanza in avanti, l’ultimo tronco della serie era spostato in avanti.

L’edificio ruotato di novanta gradi è stato demolito solo nel 1963. Ma per più di cinquant’anni è rimasto dov’era. Solo spostato di qualche grado: novanta, per la precisione! Vannegut è diventato un mito per l’architettura. Poi è stato oscurato dai suoi figli. Due geni dei loro campi. Il chimico Bernard Vonnegut e l’autore di narrativa Kurt Vonnegut Jr.

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