Il mito di Sigiriya: l’antica fortezza scavata nella roccia in Sri Lanka

Un’antica fortezza rupestre situata nel distretto settentrionale di Matale, nello Sri Lanka. Sigiriya è un meraviglioso sito archeologico, di straordinaria importanza storica, che si erge su una massiccia colonna di roccia, sfiorando un’altezza massima di trecentocinquanta metri. Secondo le fonti antiche, in quest’area sorgeva un’immensa foresta, tramutata in collina dall’azione di continue tempeste e terremoti. Qui, il grande re Kashapa, nel V secolo d.C., insediò la nuova Capitale e costruì il suo palazzo. Su un altopiano a metà del fianco della rupe, fece aprire una grande porta, a forma di leone…

Il nome del palazzo Sigiriya significa appunto “la roccia del leone“. Sappiamo che sia la fortezza che la città furono abbandonate dopo la morte del re. Ma l’edificio fu poi recuperato dai monaci buddhisti, e fu abitato fino al XIV secolo.

Oggi Sigiriya è un sito patrimonio mondiale dell’UNESCO. Gli archeologi lo considerano come uno degli esempi meglio conservati di urbanistica antica di cultura cingalese. Il complesso è così articolato, affascinante e misterioso che gli studiosi non hanno mai smesso di analizzarlo.

Le rovine della fortezza in Sri Lanka (wikipedia) – curiosauro.it

Sigiriya, la grande fortezza costruita sulla roccia

L’antico palazzo edificato durante il regno di re Kashapa appare tanto suggestivo, se visto da lontano, quanto spettacolare, se visitato dall’interno. La sua struttura enigmatica e piena di misteri sembra creata di proposito per suggerire la possibilità di una terza dimensione, indipendente sia dalla realtà che dalla leggenda. Questo sito archeologico dello Sri Lanka centrale contenente le rovine di un antico palazzo è oggi uno degli otto monumenti protetti come Patrimoni dell’umanità dello Sri Lanka. Ciò che sconvolge è la struttura della fortezza, completamente scolpita nella pietra, e caratterizzata da un’intricata planimetria.

Al mondo non esistono edifici simili. Il piano originale combina concetti di simmetria e asimmetria in modo da far convivere forme geometriche artificiali e naturali irregolari. Sul lato ovest della roccia si estende un parco di giardini d’acqua e giardini terrazzati, disposto su una pianta simmetrica. Questo parco contiene complesse strutture di irrigazione, sofisticati sistemi idraulici superficiali e sotterranei. Sul lato sud c’è un grande bacino artificiale. Il palazzo è finemente decorato con affreschi di squisita fattura.

La leggenda del palazzo sulla roccia

Un luogo incantato (wikipedia) – curiosauro.it

Nel 477 d.C., Kashapa I ereditò il regno dal padre Dhatusena. Non per via diretta, ma attraverso un colpo di Stato. Il legittimo erede era infatti Moggallana, primo figlio di Dhatusena, che però era fuggito in India. Temendo che Moggallana potesse tornare in Sri Lanka con al seguito molti cavalieri indiani, il re Kashapa trasferì la Capitale e la sua residenza in una nuova città. Passò quindi da Anuradhapura alla più sicura Sigiriya. Innamorato di questo luogo, Kashapa volle arricchire la nuova reggia con grandi strutture difensive, vari palazzi, meravigliosi giardini e splendidi affreschi. Tra le attrazioni vi è anche il muro specchio, un costone di roccia così lucido e levigato che il re poteva vedersi riflesso mentre passeggiava. Questo muro fu realizzato in muratura ricoperta di intonaco bianco lucidato a specchio. La parete è oggi parzialmente ricoperta da graffiti e scarabocchi, alcuni dei quali risalenti già all’VIII secolo.

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Secondo la leggenda, Kashapa non fu proprio un bravo figlio. Per ottenere il regno uccise suo padre murandolo vivo. Quando Moggallana organizzò in India un immenso esercito per tornare a prendersi il trono che gli spettava di diritto, Kashapa indicò ai suoi architetti la cima più impervia del territorio e disse loro di costruirci un palazzo inespugnabile. Ma, alla fine, Moggallana riuscì lo stesso ad assediare il nuovo palazzo. nel 495 d.C..

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Durante la battaglia re Kashapa montava un enorme elefante da battaglia. E pare che, a un certo punto, l’elefante abbia deviato il percorso. Credendo che il re volesse rifuggire lo scontro, il suo esercito si ritirò. E così Kashapa rimase solo contro l’immenso esercito del fratellastro. Non volendo essere catturato prigioniero, il re sguainò un pugnale e si tagliò la gola.

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