Fantasmi | Il mistero che avvolge la loro esistenza

Le storie di fantasmi fanno parte delle leggende e del folklore di qualsiasi cultura e, ancora dopo secoli, sono avvolte nel mistero. Tanti ci credono, alcuni dicono di averli visti o di averci parlato, alcuni, invece, rimangono scettici. Ma quale sarà la verità?

Il mistero dei fantasmi – curiosauro.it

Il mistero si infittisce

I fantasmi fanno ormai parte dell’immaginario collettivo da secoli: c’è chi li evoca, chi li immagina, chi li disegna e chi proprio non ne vuol sapere e li scongiura. Se una credenza è condivisa fino a questo punto, allora forse nasconde una qualche verità, perché lascia intendere che vi siano uno o più elementi socialmente condivisi che li rendono perlomeno probabili.

Ad oggi non abbiamo prove fisiche della loro esistenza, solo aneddoti e testimonianze, ma il fatto che non vi siano riscontri materiali non giustifica il fatto che non possano esistere. D’altronde, quello che per noi non c’è non è detto che non sia reale! Da un punto di vista fisico si definisce reale un qualcosa di oggettivamente osservabile, anche se ci sono esperienze mentali che potrebbero rendere reale un fenomeno che in realtà lo è solo per la persona che lo sta sperimentando.

L’emozione della persona è viva e reale, così come è reale la sensazione di un bambino che pensa di avere un fantasma ai piedi del letto che non lo lascia dormire. A questo punto, si potrebbe benissimo dire che reale è la paura del piccolo e non la presenza di qualche entità! Oggi non solo sappiamo che una situazione di questo tipo non è incredibile come sembra, ma siamo anche in grado di riprodurla efficacemente in laboratorio. Non deve quindi più sembrare strano un bimbo che parla con il suo amico immaginario o che afferma di vedere i fantasmi nella sua cameretta. Può darsi che siano solo fenomeni frutto della sua mente, ma questo non li rende meno reali, almeno per chi li vive.

Sentire i fantasmi nel letto – curiosauro.it

Il mistero è nascosto nella mente

Un esempio di realtà dissociata è quella del paziente schizofrenico che sente le voci. La sua area uditiva si attiva come se qualcuno stesse davvero parlando con lui anche se noi non riusciamo a sentirlo. La stessa cosa accade con le allucinazioni, definite percezioni senza oggetto, dal momento che per il paziente si tratta di eventi reali in tutto e per tutto, anche se nel mondo fisico manca il target percettivo che solo chi ha l’allucinazione riesce ad avvertire. Gli scienziati hanno fatto degli esperimenti per poter capire in che modo le aree del cervello che regolano questi fenomeni si attivano.

Era il 2006 quando Nature pubblicò una ricerca nella quale veniva riportato il caso di una ragazza che, in seguito ad una stimolazione elettrica della giunzione temporo parietale sinistra, riferiva di percepire una presenza alle sue spalle, come fosse un’ombra, ma ben più interattiva. La giovane donna affermava di sentirsi abbracciata dallo spettro quando si rannicchiava, e le sembrava che le impedisse di leggere quando ci provava.

Grande attenzione venne data alla corteccia temporoparietale, insulare e soprattutto frontoparietale. I ricercatori svilupparono un sistema robotico in grado di generare conflitti percettivi in corrispondenza di queste aree e, grazie alla manipolazione, riuscirono ad indurre i soggetti a credere di essere seduti accanto a qualcuno (che, ovviamente, non c’era n.d.r.). In entrambi i casi, venne riprodotto artificialmente quello che probabilmente avviene nella testa di una persona che ha la netta sensazione di essere in compagnia di qualche anima del regno dei morti.

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I fantasmi in una molecola

In psicologia si ritiene che i fantasmi siano scherzi elettrici del cervello, anche se ci sono migliaia di persone che, dopo esperienze pre-morte come quella del coma, affermano di essere entrati in uno stato di sospensione tra il mondo degli spiriti ed il nostro. Le loro non sono menzogne perché gli scienziati hanno visto che, in determinate circostanze, il corpo produce una molecola chiamata dimetiltriptamina (DMT), detta anche molecola dello spirito.

Questa è una triptamina psichedelica endogena presente nel fluido cerebrospinale dell’uomo. Ha una struttura chimica simile a quella:

  1. Del neurotrasmettitore serotonina.
  2. Dell’ormone melatonina.
  3. Di altre molecole psicoattive come la psilocibina (il principio attivo dei funghi allucinogeni).

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Le triptamine, e tra esse la più nota DMT, agiscono principalmente in maniera agonista sui recettori serotoninergici ma anche su molti canali ionici. Le triptamine portano a sperimentare l’alterazione di tutte le percezioni, soprattutto visive e tattili. Queste derivano da dei composti naturali dati dalla decarbossilazione dell’aminoacido triptofano. Si trovano in alcune piante, funghi, animali, microbi e anfibi, come la bufotenina presente sulla pelle e ghiandole di vari rospi del genere Bufo.

Allucinazioni da DMT – curiosauro.it
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