Scienze | Buco nell’ozono una storia lunga trent’anni

Il buco nell’ozono è un fenomeno che dura da anni e per il quale si sta cercando una soluzione

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Scienze| Buco nell’ozono una storia lunga trent’anni- curiosauro.it

Il buco nell’ozono è un argomento ancora tristemente attuale. Nonostante non sia nato da poco, solo 30 anni fa è iniziata una vera e propria campagna di sensibilizzazione e attuata una politica volta al contrasto. Il Protocollo di Montréal è un trattato internazionale stipulato nel 1987 volto alla riduzione della produzione di sostanze provocanti il fenomeno. Gli antagonisti sono perlopiù alcuni gas di origine artificiale conosciuti come “CFC”, i clorofluorocarburi.

Il buco nell’ozono, cos’è e perché è così pericoloso per il nostro pianeta

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Scienze| Buco nell’ozono una storia lunga trent’anni- curiosauro.it

L’ozono diminuisce soprattutto i zona polare in periodo primaverile, questo comporta  l’assottigliamento di una fascia della stratosfera definita come ozonosfera. A provocare questo disastro la produzione di sostanze artificiali come i CFC. L’ozonosfera è importante per il nostro Pianeta perché ci protegge dai raggi ultravioletti che fungono da sterilizzanti per alcune specie e provocano malattie alle specie viventi. Alcuni anni sono stati tragici in questo senso, nel 1994, per esempio, è stato raggiunto il valore di 73 DU. DU sta per unità Dobson, che misura la quantità di ozono al livello del suolo.

Contrasto dei raggi ultravioletti, minacce e stato di salute attuale

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L’ozono è la protezione contro le radiazioni ultraviolette che provocano problemi come danni agli occhi, alterazioni del sistema immunitario, invecchiamento cutaneo e soprattutto tumori a carico della pelle.

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Questo argomento è in un dibattito ancora aperto. Nonostante ciò, sembrerebbe che gli sforzi stiano dando – anche se parzialmente – i propri frutti. Rispetto ai primi anni del nuovo millennio ci sarebbe stata una riduzione di 4 milioni di chilometri quadrati. Infatti nel 2000 la situazione era sotto controllo.

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In Antartide è stato però registrato nel 2020 un considerevole buco nell’ozono di proporzioni preoccupanti pari 23 milioni di km. Non c’è storia, la battaglia è ancora aperta e bisogna ridurre alcune attività umane per preservare proprio la specie umana, le altre viventi e la nostra Terra per il presente e per i posteri.

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