Cambiamenti climatici e pesca: nei prossimi anni le acque più basse si svuoteranno

Lo sospettavamo, ma ora il dato è ufficiale e scientificamente accertato: i cambiamenti climatici influenzano la pesca. Ovviamente in negativo…

Come cambierà la pesca nei prossimi anni (Pixabay) – curiosauro.it

Come i cambiamenti climatici distruggeranno la pesca

I pescatori lo hanno intuito da tempo. Ma ora la scienza ha messo definitivamente in chiaro la situazione. A causa dei cambiamenti climatici sempre più pesci migreranno. Molte regioni marine si svuoteranno. I pesci dei mari caldi si sposteranno verso le zone temperate, e lì entreranno in competizione con le specie autoctone. Inoltre, le coste sono destinate a perdere la grossa parte della loro popolazione ittica. E così moltissimi Paesi (Italia compresa) dovranno trovare nuovi accordi sui diritti di pesca per spingersi sempre più a largo. La paura è che le acque più basse, dove si concentrano molti tipi di pesca, si svuoteranno.

Le conseguenze dei cambiamenti climatici sono molteplici e tutte preoccupanti. Tra queste c’è anche lo spostamento delle specie marine a causa del riscaldamento degli oceani. Uno studio pubblicato su Global Change Biology ha indagato a fondo sul tema. Secondo le proiezioni dei biologi entro il 2100 gli effetti dei cambiamenti climatici porteranno alla scomparsa o alla migrazione di quasi la metà dei pesci che ora nuotano in una o più zone economiche esclusive (ZEE, la porzione di mare adiacente alle acque territoriali).

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Moltissime specie, infatti, stanno già migrando dai propri habitat storici. Una situazione del genere comporta anche problemi economici e politici. La scarsità di pesci rischia di creare seri conflitti internazionali.

Migrazioni inarrestabili

Pesca e cambiamenti climatici (Pixabay) – curiosauro.it

La ricerca ha tracciato gli spostamenti dal 2006 di oltre novemila risorse ittiche transfrontaliere. Ovvero pesci che attraversano le ZEE di due o più Stati vicini. Queste risorse rappresentano l’80% di ciò che viene pescato nelle ZEE di tutto il mondo, da questi dati, i biologi hanno ricavato delle proiezioni. Da qui arrivano delle stime fino al 2100. È emerso qualcosa di inquietante.

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Entro il 2030, se non si farà nulla per ridurre le emissioni di gas serra, il 23% di queste risorse ittiche non vivrà più nel proprio habitat storico. In più, il 78% delle ZEE sarà interessato dallo spostamento di almeno una risorsa ittica.

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Entro il 2100 queste percentuali saliranno vertiginosamente. Vedremo infatti la migrazione del 45% delle risorse e il coinvolgimento dell’81% delle ZEE. E quando molte delle risorse ittiche condivise tra Paesi migreranno, la maggior parte degli accordi per la gestione della pesca fatti per regolare le risorse ittiche condivise salteranno. I pescatori si spingeranno a largo e saranno costretti a invadere i territori di altre nazioni.

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