La forma esagonale della matita ha vari perché!

Quasi tutte le matite (e con loro i pastelli) rivelano una base esagonale. Per quale motivo? Scopriamo insieme le molteplici ragioni che implicano questa caratteristica tradizionale. E poi ripercorriamo anche la storia secolare della matita.

La forma esagonale di matite e pastelli (Pixabay) – curiosauro.it

Perché le matite hanno una forma esagonale?

Che cos’è una matita? Uno strumento per scrivere o disegnare attraverso un nucleo di pigmento solido racchiuso in una manica, un barile o un’asta che impedisce la rottura del nucleo (mina). Meccanicamente, la matita scrive attraverso un fenomeno di abrasione fisica: lascia una scia di materiale aderente sul foglio o sulla superficie indicata.

La maggior parte delle mine delle matite sono fatte di polvere di grafite mescolata con un legante di argilla. Le matite di grafite producono segni grigi o neri che possono essere facilmente cancellati, ma di norma abbastanza resistenti alla luce, all’umidità e a molte sostanze chimiche. Ci sono poi matite a carboncino e matite colorate (pastelli). L’involucro della mina è quasi sempre sottile e a sezione esagonale.

POTREBBE ANCHE INTERESSARTI >>> Quando Mozart rischiò di essere scomunicato a causa di un Miserere

Ci sono tre ragioni principali per l’uso di questa forma. Primo: la sezione esagonale consente un’impugnatura ottimale. Secondo: la forma caratteristica impedisce alla matita di rotolare sul tavolo o a terra. Terzo: nella produzione e nello stoccaggio, la forma consente a varie matite di incastrarsi alla perfezione l’una con l’altra, consentendo una razionalizzazione dello spazio.

Come nasce la matita

Lapis, origine di uno strumento indispensabile (Pixabay) – curiosauro.it

In realtà esistono anche matite a sezione quadrata o cilindrica, ma le prime sono più scomode da utilizzare e le seconde, specie in mano ai bimbi, rotolano sempre giù dal piano! Sembra uno strumento elementare, la matita. Ma è una “tecnologia” piuttosto recente. La sua invenzione risale al 1795. All’epoca era chiamata lapis, e veniva prodotta in Francia. Secondo alcuni storici già un paio di secoli prima i monaci utilizzavano bastoncini di grafite non avvolti nel legno e carboncini per produrre tratti su cui poi passare l’inchiostro. Ma non vi fu mai una sistemazione ufficiale dello strumento. Volendo ragionare sulle origini ancestrali della matita dobbiamo tornare alla nascita del vocabolo francese antico pincel (in inglese la matita si chiama pencil) che deriva dal latino penicillus: una “codina” o una sottile spazzola di pelo di cammello usata dagli artisti per creare particolari minuti. Sempre in epoca antica nacque lo stilo, un sottile bastoncino di metallo usato per graffiare il papiro o le tavolette di cera.

POTREBBE ANCHE INTERESSANTI >>> Un osso e un bastone incisi con misteriose rune: importanti scoperte in Norvegia

La caratteristica forma esagonale arriva dagli Stati Uniti. Un produttore americano, Ebenezer Wood, brevettò questa forma intorno al 1820. Il successo fu immediato. Tutti riconobbero che la matita a base esagonale fosse più comoda e pratica. E oggi, la maggior parte dei lapis è ancora prodotta sotto questa forma iconica.

Previous articlePonzio Pilato, la figura storica dietro l’immagine biblica
Next articleDolore fisico e stress? Alcuni stratagemmi utili